Il burro di arachidi è uno degli alimenti tipici della tradizione statunitense, ormai molto diffuso in Europa e in Italia, ove si è diffuso maggiormente tra gli sportivi, come fonte energetica.

Il burro di arachidi si ricava dai semi della pianta Arachis hypogaea, originaria del Sud America. Le arachidi erano note in agricoltura e nell’alimentazione della civiltà Inca, che le consideravano una vera e propria fonte di sostentamento e un elemento indispensabile per le cerimonie religiose. Questi semi vennero importati in Europa dagli esploratori spagnoli, da qui il nome “spagnolette”.

Le arachidi

Le arachidi sono erroneamente ritenute una frutta a guscio, in realtà fanno parte della famiglia delle leguminose. Le arachidi sono piccole semi ricchi in proteine vegetali, come tutti i legumi. Inoltre sono ricchi in grassi mono e polinsaturi, in particolare l’acido oleico e linoleico, oltre che di vitamine del gruppo B (in particolare la vitamina B12) e di vitamina E.

Sono presenti anche sali minerali, come il magnesio, il ferro, lo zinco, il rame e il manganese. Come alimento vegetale, le arachidi non apportano colesterolo, ma sono molto caloriche e per questo molto ben viste come alimento energizzante, soprattutto in caso di sforzi prolungati. Infatti apportano ben 594 kcal per 100 g. Le arachidi sono ricche di arginina e di coenzima Q10, che hanno azione antiossidante; ma anche di fibre. Questi semi sono comunemente consumati dopo tostatura come aperitivo o a fine pasto, soprattutto alla fine di pranzi/cene come quelle del periodo natalizio. Un altro utilizzo molto comune delle arachidi è il famoso “burro di arachidi”, chiamato anche peanuts butter, nato alla fine del 1800, come possibile sostituto della carne. Ma cerchiamo di conoscere di più questo prodotto.

Burro d’arachidi vs Crema d’arachidi

Si ricava partendo dalla macinatura dei semi di arachidi, fino ad ottenere una crema omogenea, che si rivela ricca in acidi grassi saturi (acido palmitico) e insaturi; proteine vegetali, zuccheri e fibre.

È bene differenziare il burro dalla crema di arachidi. Il primo si presenta ricco in grassi saturi ed idrogenati, solitamente addizionati, per mantenere costanti le caratteristiche di solidità, corposità e densità tipici del burro. È anche ricco in sale, additivi e zuccheri raffinati, spesso addizionati se si parte da materie prime di non alta qualità. Si tratta di prodotti che migliorano la consistenza del burro, ma non sono positive per la salute

La crema di arachidi si ottiene, invece, lavorando solo arachidi al 100% (previa tostatura), senza aggiunta di oli idrogenati, sale, additivi e zuccheri raffinati. La crema risulterà meno corposa del burro, quasi liquida, ma meno dannosa per la salute. Anche la crema è molto amata dai golosi vegetariani e vegani, come anche dagli sportivi. Infatti non apporta proteine e grassi di origine animale, ma ha un buon contenuto di vitamina E, di vitamine del gruppo B e di alcuni oligoelementi come potassio, fosforo, magnesio e zinco. È usata anche da coloro che soffrono di celiachia, poiché è naturalmente priva di glutine

Controindicazioni

Però non è tutto oro ciò che luccica! Per quanto gustosi il burro e la crema di arachidi e per quanto abbiano alcuni elementi positivi, non sono alimenti da consigliare in un piano nutrizionale sano ed equilibrato. È bene ricordare che le arachidi sono un alimento fortemente allergizzante: sono quindi da evitare se si è allergici a questo specifico alimento o si è poliallergici. Le arachidi sono anche uno degli alimenti più soggetti all’attacco di insetti e muffe durante la conservazione.

In particolare, le muffe producono micotossine, soprattutto le aflatossine. Le arachidi crescono sotto terra e sono facilmente colonizzate ad opera di un fungo appartenente alla specie Aspergillus, che produce delle tossine chiamate aflatossine, con effetti negativi su fegato e reni.

Non sono assolutamente da annoverare nel gruppo della frutta secca a guscio, perché sono dei legumi, di conseguenza vanno limitate da coloro che seguono un regime alimentare di tipo chetogenico (ossia a ridottissimo tenore di zuccheri). Come tutte le leguminose, anche le arachidi hanno un basso contenuto di lisina, un aminoacido essenziale, quindi non sono sufficienti per ottenere tutti gli aminoacidi di cui necessita l’organismo.

Inoltre, il burro di arachidi apporta una quantità molto elevata di grassi e di calorie: ben 588 kcal ogni 100 g di prodotto. Per questo va consumato con estrema parsimonia (se non del tutto evitato) si è in sovrappeso o in condizioni di obesità conclamata, ma anche se si soffre di steatosi epatica o di altre patologie a carico della gestione dei lipidi assunti con la dieta.

Un altro problema legato al consumo di burro di arachidi è legato agli ingredienti che vengono aggiunti in corso di preparazione: zuccheri, sale e conservanti, che possono avere un impatto molto negativo sulla salute dei consumatori.

L’altro grande problema è legato alla formulazione spalmabile. Come accade per altri prodotti in formulazione burro/crema, si ha spesso la tendenza ad abusarne e/o a non aver un perfetto controllo sul reale consumo, con inevitabile impatto sullo stato di nutrizione.

Un uso eccessivo, come avviene nella gran parte delle persone, finisce per vanificare le proprietà positive delle arachidi, con possibili ripercussioni sul peso (si rischia l’aumento di peso) e sui valori ematochimici relativo al quadro glucidico e lipidico. Su quest’ultimo aspetto (il quadro lipidico) è bene sottolineare, che il consumo non moderato e ripetuto nel tempo del burro di arachidi può avere un effetto pro-aterogeno, per la presenza di acido palmitico, con aumento del rischio di patologie cardiovascolari.

Attenzione anche al contenuto di omega 6, che se in eccesso e non in rapporto corretto con gli omega 3, possono aumentare lo stato infiammatorio dell’organismo e il rischio di insorgenza di patologie cardiovascolari. L’omega 3 è invece carente nel burro di arachidi. Ricordiamo, per precisare, che anche l’olio di arachidi, se consumato in grandi quantità, può favorire l’insorgenza di patologie aterosclerotiche

Il consiglio della nutrizionista

Alla luce degli aspetti positivi e negativi, il consiglio dei nutrizionisti rimane quello di un consumo limitato in quantità e frequenza, da evitare se vi sono problematiche di peso o comorbidità con altre patologie, come diabete mellito, dislipidemie e patologie cardiovascolari.

Maria Paola Zampella