Il mango è un frutto esotico che si sta facendo sempre più spazio anche sulle tavole occidentali, grazie soprattutto alle sue tante proprietà, oltre che, naturalmente, al suo gusto buonissimo. La diffidenza che si può avere in un primo momento verso questo frutto tropicale viene totalmente superata quando si conoscono le sue virtù e si assaggia il suo sapore.

Le origini del mango

A molti sarà capitato, mangiando questo frutto, di chiedersi da dove viene questa delizia così esotica. La pianta non nasce infatti in Europa, ma ha le sue origini in India ed è comune in tutte le zone tropicali.

Il mango è considerato un frutto sacro dagli indiani, che lo coltivano da tempi molto remoti e ben conoscono le sue proprietà. Gli indù lo usavano come ornamento dei templi, ma sono tanti i racconti e le leggende locali che lo citano, raccontandone la storia e spiegandone in maniera differente le origini. Le foglie dell’albero, ma anche i frutti, sono spesso utilizzati per decorare i banchetti di feste e sagre, soprattutto durante i matrimoni, sia in Bangladesh che nelle Filippine.

Si parla di questo frutto già dal IV secolo a.C.; nel Seicento viene esportato in America del Sud e da allora si è progressivamente diffuso in tutte le regioni con un clima caldo temperato, dove non c’è rischio di temperature troppo basse.

Il significato del termine “mango” deriva all’origine da “Tamil maangai”: in Portogallo il sintagma diventa “manga” e questo è il termine che viene citato in un testo portoghese del 1500 e che arriva anche in Italia.

Il mango, o Mangifera indica, ha quindi una provenienza di origine tropicale, la regione dove nasce è l’Asia meridionale, ma è ormai disponibile in tutti i mercati e in tutte le stagioni dell’anno.

La pianta di mango

Il mango è una pianta molto bella, decorativa e maestosa, ed appartiene alla famiglia delle Anacardiacee. L’albero che produce il frutto può arrivare fino ed oltre i 35 metri di altezza e vivere anche qualche centinaio di anni.

È un sempreverde che durante il suo sviluppo vede le foglie variare di colore a seconda dell’età. Appena spuntate hanno una colorazione che va dall’arancio al rosa, per diventare verde scuro man mano che invecchiano.

Il “mango tree” (o albero del mango) produce dei fiori piccoli e bianchi, ma solo pochi di essi diventeranno un frutto, che impiega circa tre/quattro mesi per diventare maturo (dipende dalla cultivar).

Il seme di mango è piuttosto grande ed occupa buona parte del frutto. Il nocciolo ha forma ovale ed è lungo dai 6 agli 8 centimetri. Spesso alcuni filamenti ne rendono difficile il distacco dalla polpa. Se prelevato da un frutto maturo e sano, può germogliare e dar vita ad una pianta. Con poche attenzioni e qualche stratagemma, come quello di estrarre il nocciolo dall’embrione per velocizzarne la crescita, il seme del mango può portare ad un albero che fruttifica dopo circa 6 anni.

Riproduzione e coltivazione del mango da frutto

Un appassionato di giardinaggio si potrà ora chiedere come si riproduce questa pianta. Il mango non ha un frutto maschio e femmina, ma bisogna comunque avere qualche conoscenza di giardinaggio per sapere come coltivarlo.

Il nocciolo può servire come partenza per coltivare il mango, ma non è detto che, pur riuscendo ad avere la fruttificazione, essa sia uguale alla varietà di cui si utilizza il seme.

Come si coltiva il mango in Italia? Innanzitutto bisogna sapere che zone temperate come la Liguria finora non hanno avuto successo. La coltivazione in Sicilia invece ha portato a dei risultati, soprattutto sulla costa nord, più riparata dai venti di scirocco. È solo qui infatti e, sporadicamente, in Calabria, che il frutto del mango viene coltivato in Italia, ma i risultati sono di ottima qualità e il prodotto molto soddisfacente.

Varietà del frutto del mango

Un mango può arrivare a pesare anche un chilo, ma in genere viene messo in vendita con un peso di 300/400 grammi. Per la descrizione del frutto cominciano dalla buccia, che può essere verde, gialla o rossa; la polpa è giallo-arancio e dovrebbe essere morbida, sugosa e profumata.

La raccolta più opportuna avviene quando il frutto è maturo e si stacca facilmente dal ramo.

Le varietà di mango sono tante: il mango rosso, giallo, verde, il mango africano, brasiliano, spagnolo, tropicale, indiano e australiano.

In Italia è un frutto quasi senza stagione, poiché si trova sul mercato in ogni periodo dell’anno, essendo diverse le zone di coltivazione.

Vendita e consumo del mango

Si trova ormai in tutti i supermercati e non è quindi difficile trovare dove si compra. Per quanto riguarda il costo: il prezzo del mango va dai 3 ai 6 euro, a seconda della pezzatura e della varietà.

Per sapere come si mangia il mango basta dare un’occhiata alle varie ricette. Il modo più semplice è quello di tagliarlo a fette, o farlo frullato col kiwi. Un modo tipico di prepararlo è quello di tagliarlo “a porcospino”, con un risultato esteticamente molto originale.

È un frutto esotico e, nei primi tempi, capire come si mangia può essere una scoperta. Quando viene suggerito come mangiare il mango, spesso si insegna anche come si taglia e come si sbuccia.

Come tagliare il mango? Il procedimento è molto simile a quello per pulire l’avocado: fare due fette ai lati del nocciolo centrale e poi togliere la buccia. La buccia, volendo, si mangia, ma contiene un olio che può causare dermatiti nei soggetti sensibili.

Il frutto, quando è maturo, è morbido. Quando è acerbo e duro si conserva a temperatura ambiente finché si ammorbidisce. Quando maturo, il mango è dolce e sugoso, non acido.

Un mango nero, ovvero con la buccia nera, può essere il risultato di un essudato che cola dal ramo, per cui il mango va lavato bene.

Se il frutto è dolce o acido dipende quindi dal grado di maturazione: il mango d’importazione viene raccolto acerbo e bisogna capire il momento giusto di maturazione per sapere quando mangiarlo, per non correre il rischio di ritrovarsi un frutto marcio.

Il gusto ricorda un po’ la pesca, un po’ l’arancia e l’ananas. Il sapore che ha il frutto tende al dolce e come mangiarlo dipende dai gusti.

Il mango in cucina, soprattutto in India, viene utilizzato nella preparazione del chutney, una salsa che accompagna la carne.

Grazie alla sua versatilità, si presta a molti tipi di preparazioni, che vanno dall’antipasto al dolce.

Preparazioni col mango

Nel 1600, quando i lunghi viaggi in mare erano frequenti, ma anche causa delle gravi carenze nutrizionali tra i viaggiatori, il mango veniva manipolato e conservato in barattolo, oppure veniva utilizzato essiccato o disidratato per accompagnare i marinai durante i tragitti. Il mango secco è chiaramente più calorico, ma molto ricco di sali minerali e vitamine.

Nello yogurt di mango, nel frullato e nel mango juice (o succo di mango) si trovano tanti minerali e vitamine che rendono questo frutto un concentrato di benessere.

Le ricette col mango sono molte; si va dalle ricette dolci, come la mousse di mango e cioccolato o la cheese cake, agli abbinamenti con le insalate e la carne, ma anche col pesce: ottimo il mango e salmone.

Il mango si abbina perfettamente col pollo o l’agnello: è il suo aroma particolare che valorizza e arricchisce le carni ed i crostacei.

Mango: valori nutrizionali

Il frutto del mango è ricchissimo di proprietà nutritive. Contiene zuccheri e vitamine come la A, diverse vitamine del gruppo B, C, D, e tanti minerali come calcio, fosforo, ferro, magnesio, rame, manganese, zinco, sodio e potassio.

Il valore dell’indice glicemico del frutto mango è indicato come medio, mentre le calorie del mango sono poco meno di 60 per 100 grammi di prodotto, quindi è un frutto con poche kcal.

Riguardo a quanto mangiarne, per i suoi benefici può essere consumato regolarmente in un normale regime alimentare.

Il mango ha inoltre proprietà ottimali che aiutano a purificare l’organismo, aiuta nei casi di stipsi ed è un buon digestivo.

Altre proprietà del mango riguardano l’azione antitumorale che si ha grazie ad una particolare sostanza antiossidante chiamata lupeol; il frutto fa bene anche per riabilitare l’organismo dopo periodi di stress più o meno intenso.

I benefici del mango si hanno anche a livello dimagrante purché utilizzato in una dieta attenta, che preveda una regolare attività fisica. Il frutto è afrodisiaco e fa molto bene in abbinamento al frutto della passione.

Le controindicazioni riguardano soprattutto il frutto acerbo, che ha come effetti collaterali irritazione della gola, disturbi digestivi e coliche addominali.

Il mango nella dieta

Il frutto nella dieta mediterranea è molto indicato e non fa ingrassare: non si tratta di un frutto “grasso” e il suo contenuto di zuccheri non è eccessivo.

Si può considerare il mango un frutto dietetico e adatto per dimagrire, poiché è lassativo e diuretico, e non alcalino, avendo un’acidità tra 3,9 e 4,6.

Della correlazione tra mango e diabete si può dire che il mango è definibile un frutto per diabetici, perché gli studi in merito sembrano dimostrare un miglioramento della glicemia nei consumatori di mango. È però da evitare il mango essiccato, che diventa troppo ricco in zuccheri.

Riguardo al colesterolo, il mango contribuisce ad abbassare i livelli del colesterolo “cattivo”, o LDL, grazie alla vitamina C e alla pectina.

Il frutto mango in gravidanza può essere assunto con tranquillità, anzi, grazie al contenuto di ferro, è essere decisamente consigliato (come tutta la frutta: ecco altri consigli per la colazione in gravidanza).

Per i soggetti allergici, soprattutto per le persone che hanno problemi con l’edera, è opportuno non consumare e non toccare la buccia del mango che può dare problemi di dermatiti allergiche a pelle, labbra e gengive: questo è il problema di allergia che può dare il frutto del mango.

Usi del frutto del mango

Infine, bisogna ricordare che questo frutto dalle molteplici proprietà viene utilizzato anche per uso esterno.

Il burro di mango viene estratto dal seme ed ha un aspetto morbido e bianco, è inodore e contiene acido oleico, acido palmitico e acido isostearico. Usato sulla pelle ne migliora la barriera protettiva e la protegge dai raggi solari e dall’invecchiamento, mentre, applicato sui capelli, li rende morbidi e setosi, annullando l’effetto crespo.

È un componente di molte creme idratanti ed emollienti per mani e corpo e si utilizza come balsamo per i capelli. Per usarlo in preparazioni casalinghe lo si può acquistare in erboristeria; si conserva per diversi mesi, se tenuto al fresco e al riparo della luce.

In conclusione questo frutto, pur venendo da un Paese lontano, è molto apprezzato alle latitudini occidentali per la sua ricchezza di benefici per l’organismo umano. Per questo è entrato con pieno merito nella dieta di chi è attento alla salute e al cibo che utilizza, e per coloro che vogliono curare il proprio corpo con sostanze naturali.

In definitiva, il mango merita di essere conosciuto meglio e di essere ritenuto un buon alleato per la salute.

Costanza Gori