Il diradamento dei capelli e la loro caduta sono uno dei problemi che più attanagliano le persone, in particolare le donne. Il diradamento è considerata una condizione fisiologica legata all’avanzamento dell’età. Se nell’uomo inizia prevalentemente come stempiatura, nella donna di solito è preservata l’attaccatura frontale, con un diradamento più uniforme a partire dalla linea centrale della testa. Generalmente è dovuto all’esaurimento del ciclo di ricrescita dei capelli all’interno di un certo numero di follicoli piliferi. Alcuni studi scientifici hanno rilevato una delle possibili cause del diradamento dei capelli nella donna. Secondo gli esperti dovrebbe essere legato all’aumento dell’azione dell’enzima 5-alfa-reduttasi, che è responsabile della conversione del testosterone in diidrotestosterone. Si tratta di un ormone androgeno (tipicamente maschile) che causa la miniaturizzazione dei capelli all’interno dei follicoli piliferi. I capelli, quindi, divengono sempre più fini e il loro ciclo vitale si accorcia. La velocità di progressione del diradamento dipende, però, da donna a donna. Bisogna sicuramente allarmarsi quando si verifica in anticipo rispetto alla età media, cui normalmente si verifica, e/o quando la velocità di progressione è anomala, quindi accentuata. Oltre agli squilibri di tipo ormonale, altre possibili cause del diradamento dei capelli nelle donne sono sicuramente gli stress psico-fisici, i fattori ereditari, i trattamenti aggressivi, come anche le alterazioni del cuoio capelluto.

I fattori ereditari, a differenza dell’uomo, hanno meno incidenza nelle donne; percentuale che può aumentare nelle donne in menopausa. Tutto questo si verifica per uno squilibrio tra ormoni femminili (gli estrogeni) e gli ormoni maschili (gli androgeni). Hanno maggiore incidenza, invece, i trattamenti aggressivi come le permanenti, le tinture, gli shatush e i colpi di sole. Le alterazioni del cuoio capelluto maggiormente implicate nel favorire e/o peggiorare il processo di diradamento sono sicuramente la forfora e la presenza di sebo in eccesso. La forfora, detta anche pitiriasi, soprattutto quella grassa, rimane attaccata al cuoio capelluto, finendo per ostruire e soffocare i follicoli piliferi. Tutto questo causa prurito e può favorire il processo di diradamento. Lo stesso vale per la presenza di sebo in eccesso, dovuto all’iperattività delle ghiandole sebacee. Il sebo rende grassa la cute e i capelli, irrita il cuoio capelluto (causando prurito e dolore) e soffoca i follicoli piliferi. La presenza di una cute eccessivamente secca può avere conseguenze negative sulla salute del capello, che risulterà non sufficientemente nutrito ed ossigenato. Gli stress psico-fisici sono tra le cause più frequenti di diradamento dei capelli. Soprattutto gli stress fisici possono essere indotti dall’assunzione di alcuni farmaci come gli anticoagulanti, gli antipertensivi, gli antidepressivi, i farmaci per le malattie della tiroide, i farmaci per il trattamento dell’ipercolesterolemia, la pillola anticoncezionale e i chemioterapici. Altre cause responsabili del diradamento dei capelli sono il post-parto: è una normale conseguenza dell’aumento della fase anagen (crescita) che aumenta nel periodo di gestazione. Si verifica nei primi quattro mesi dopo il parto e si ferma solitamente entro il 12 mesi dal parto. Un’altra causa di aumento di caduta dei capelli è la febbre: generalmente è un fenomeno reversibile, che si verifica 8-10 settimane dopo l’episodio febbrile. Sicuramente i problemi maggiori si verificano in caso di diete drastiche o a situazioni persistenti di carenze alimentari, che riguardano circa il 30% dei casi di diradamento. I disturbi del comportamento alimentare come bulimia ed anoressia nervosa favoriscono la caduta dei capelli. Non va dimenticato il ruolo della tiroide nel determinare una alterazione dello stato di salute dei capelli: sia in caso di ipotiroidismo, sia di ipertiroidismo il capello risulta indebolito. Ma non solo: tutte le forme di anemia, le emorragie e le anestesie prolungate possono determinare un diradamento dei capelli. Spesso è solo temporaneo. Non dimentichiamo le malattie di origine virale e batteriche, le malattie epatiche, l’ipervitaminosi A, l’insufficienza renale, il diabete mellito e la sindrome dell’ovaio micropolicistico. Sono varie, quindi, le cause scatenanti il diradamento dei capelli. Ma come può essere trattato?

In caso di iniziale diradamento è sempre bene indagare sulle possibili cause scatenanti, per poter scegliere i trattamenti tricologici più adatti a rallentare il processo e recuperare i capelli. Inoltre, è fondamentale curare l’igiene del cuoio capelluto, soprattutto in caso di sebo in eccesso e forfora grassa, abbinandola ai massaggi al cuoio capelluto, che favoriscono la penetrazione dei prodotti ad uso topico e l’ossigenazione dei follicoli. Ma soprattutto, non va trascurata, l’alimentazione. I capelli necessitano di tutta una serie di sostanze e molecole per potersi mantenere sani e resistenti. Per quanto riguarda l’igiene del cuoio capelluto, è fondamentale utilizzare prodotti non aggressivi, senza parabeni, siliconi e sostanze schiumogene aggressive. Puntare, piuttosto, su shampoo con estratti naturali. Per quanto concerne il piano alimentare, è bene seguire una alimentazione la più equilibrata e variata possibile, a basso indice glicemico e a contenuto controllato di grassi, per non affaticare il fegato, il pancreas, lo stomaco e l’intestino. Quindi una alimentazione che comprenda verdura, frutta, cereali integrali, pesce, carni magre, frutta secca e olio extravergine di oliva. È importante anche curare la regolarità intestinale e la detossificazione generale dell’organismo, attraverso dei probiotici, dei simbiotici o dei depurativi come il cardo mariano, il carciofo, la betulla, la zeolite e il tarassaco. Una alimentazione ad hoc per la salute del cuoio capelluto non deve tralasciare l’apporto di aminoacidi come la lisina, la cistina e la metionina; come anche di acidi grassi essenziali, come quelli della serie omega 3; e di vitamine, in particolare quelle del gruppo B (ampiamente presenti nei vegetali), vitamina A, D, E e C. Non devono mancare i minerali come il ferro, il rame, lo zinco, lo zolfo, il magnesio.

Se le cause scatenanti, invece, sono legate alla sfera emotiva, tra cui lo stress eccessivo, è bene valutare i valori del cortisolo e di altre molecole che possono fungere da campanello di allarme. In questi casi è consigliabile rivolgersi, non solo ad un esperto di tricologia, ma anche ad un professionista dello stress, uno psicologo per esempio. Spesso, molte forme ansiogene e/o depressive, possono scatenare o peggiorare un problema di diradamento già esistente. Anche i disturbi del sonno rientrano in questa sfera: il mancato riposo incide notevolmente sulla salute dei capelli. L’insonnia persistente, oltre ad indebolire in modo generalizzato l’organismo, affatica anche i follicoli piliferi. A volte, l’eccessiva tensione nervosa, accumulata durante le ore lavorative, viene smaltita a fatica. In questo caso esistono diversi prodotti naturali per aiutare a gestire lo stress, come anche l’ansia da prestazione: ad esempio la rodiola, il biancospino, la passiflora, la melissa, la scutellaria, il magnesio. A volte può bastare semplicemente una passeggiata di buon passo o l’adottare uno stile di vita più attivo, che favorisce la produzione di endorfine e il senso di benessere. Per chi fa già sport, a volte è sufficiente differenziare le tipologie di allenamento o introdurre delle discipline bioenergetiche come lo yoga e il pilates, che riducono il livello di cortisolo.

Oltre alla cura dell’alimentazione e dello stile di vita ed ai trattamenti tricologici specifici, è bene valutare l’assunzione di integratori specifici. Ad esempio, in caso di anemia è bene effettuare una supplementazione con ferro, rame, folati e vitamina B12. Integrare anche con l’ortica, che favorisce l’assorbimento del ferro. In caso di cute grassa, puntare invece sul tarassaco, cardo mariano, curcuma, betulla e bardana. In caso di concomitante diabete mellito di tipo II e ipercolesterolemia, integrare con prodotti a base di cromo, gelso, cannella, berberina e riso rosso fermentato. Per coloro che praticano una intensa attività fisica o un lavoro pesante, sicuramente non devono mancare i minerali come il magnesio, il potassio, lo zinco e il fosforo. Ma non basta: meglio associare anche degli aminoacidi specifici come lisina e cistina; della cheratina; degli acidi grassi della serie omega 3 e delle vitamine ad azione antiossidante come la C e la E. Ma sicuramente la raccomandazione principale in caso di diradamento è la tempestività: più si aspetta e meno capelli possono essere recuperati!

Maria Paola Zampella