Ci si muove troppo poco e non si fa sport: sicuramente per mancanza di abbastanza tempo o per pigrizia. Resta il fatto che almeno stando ai risultati di uno studio piuttosto recente condotto su scala mondiale da esperti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che ha coinvolto complessivamente 1,9 milioni di persone distribuite su 168 paesi, è emerso che un quarto della popolazione mondiale è a rischio di malattie a causa della scarsa attività fisica.

La scarsa propensione a muoversi poi, coinvolge più gli abitanti dei Paesi ricchi anziché quelli più poveri. Sempre secondo questo studio tra i 168 Paesi analizzati, l’Italia è al 19mo posto fra i Paesi meno attivi e fra quelli occidentali figura nella top 20 dei paesi con più persone poco attive.

Le donne sono quelle che più difficilmente si dedicano all’attività fisica. Secondo l’OMS per stare bene in salute bisognerebbe dedicare almeno 75 minuti a un’attività aerobica vigorosa o in alternativa svolgere almeno 150 minuti di attività settimanale di lieve intensità. Viste le premesse appare evidente che non solo è importante muoversi, ma è fondamentale farlo durante tutto l’anno con grande costanza.

Le difficoltà di fare sport legate all’età

Gli studi che evidenziano quanto sia importante fare regolarmente attività fisica per stare bene in salute e mantenersi normopeso non si contano. Più passano gli anni, però, più dedicare tempo e risorse per il movimento diventa difficile vuoi per i tanti impegni familiari e lavorativi sia per gli acciacchi fisici che spesso non mancano.

Soprattutto per le donne, subito dopo la menopausa il riassetto ormonale con il crollo degli estrogeni rende ragione di una certa rigidità muscolare e articolare che talvolta si manifesta anche con forti dolori muscolo scheletrici, che possono far desistere dal fare sport soprattutto nelle donne poco abituate a muoversi. In ogni caso è stato stimato che  ogni 10 anni, dai 20 in poi, il metabolismo rallenta di circa il 10%; con la menopausa di un ulteriore 20%. Numeri che suggeriscono come il rallentamento del metabolismo vada controllato sia tenendo a bada l’introito calorico sia curando l’attività fisica, nonostante i possibili acciacchi fisici.

A ogni età il suo sport

Proprio di recente la Società Italiana di Ortopedia e TraumatologiaSiot, ha sottolineato in una nota l’importanza di adeguare lo sport alla propria età anagrafica, differenziando fra le necessità dell’infanzia, dell’età adulta e della terza età.

Lo sport nell’età adulta, per esempio, dovrebbe puntare a mantenere la potenza muscolare, quindi al rafforzamento dei propri muscoli: vanno bene la corsa, il tennis e la bicicletta.

Per il soggetto adulto è molto importante la preparazione atletica, per non incorrere negli effetti negativi dell’esasperazione dello sport, come tendinopatie o sovraccarichi funzionali. Nella terza età, lo sport praticato dovrebbe aiutare a mantenere il coordinamento e il movimento armonico, in modo da sollecitare lo scheletro e la muscolatura per prevenire osteoporosi ovvero lo svuotamento delle ossa e la sarcopenia ovvero la perdita di massa muscolare.

Ecco perché si consigliano attività quali la ginnastica a corpo libero, le lunghe passeggiate, il tai chi e il pilates.

Pilates quali vantaggi

Il pilates rispetta le capacità fisiche di ogni persona che intende cimentarsi e non richiedi sforzi violenti ed è questo il motivo per cui non ci sono controindicazioni particolari alla sua esecuzione.

Risulta, in definitiva, una forma di esercizio consigliabile anche per le persone che partono da una condizione di sedentarietà o che comunque non si dedicano allo sport con troppa puntualità.

Una lezione di pilates di solito dura 50 minuti e prevede la ripetizione di una serie di esercizi che possono essere eseguiti a corpo libero, con l’ausilio di piccoli attrezzi o di specifici macchinari.

Ogni esercizio deve essere ripetuto poche volte, ma deve essere svolto con grande precisione. Lo svolgimento di ogni esercizio mira a sviluppare un buon controllo del movimento e migliorare la coordinazione.

Grande importanza viene attribuita alla corretta respirazione durante lo svolgimento di ogni esercizio al fine di migliorare anche la consapevolezza del proprio corpo.

Praticare in maniera continuativa il pilates garantisce il rinforzo dei muscoli addominali, migliora mobilità e flessibilità della colonna vertebrale, migliora la postura e previene e attenua i dolori lombari.

Tai chi: cos’è e a cosa serve

Il Tai chi è una disciplina orientale, nata originariamente in Cina come arte marziale e poi affermatasi in Occidente come disciplina in grado di produrre benessere psico-fisico.

Gli studi a disposizione evidenziano come la sua pratica costante e regolare sia in grado di influenzare positivamente la salute cardiovascolare, ma anche l’equilibrio, la flessibilità e la stabilità.

Durante una sessione di allenamento di tai chi si realizzano in maniera lenta e continuativa movimenti a basso impatto, volti a realizzare una serie di forme che ricordano i movimenti degli animali (la gru bianca allarga le ali, per esempio).

Ogni movimento deve essere realizzato tenendo in conto la respirazione e le sensazioni corporee. Questa disciplina ben si adatta alle esigenze di chiunque anche le persone in sedia a rotelle o come riabilitazione dopo un intervento chirurgico.

Nord Walking

Un’altra attività molto in voga e adatta a tutti, senza particolari controindicazioni è il Nord Walking, alla lettera camminata nordica.

Si tratta di camminare con l’ausilio di bastoncini appositi, in modo da spingere le braccia in maniera opposta ed alternata rispetto ai piedi.

Scegliere questo tipo di allenamento consente di aumentare il consumo di ossigeno e di energia di circa un 20% rispetto a una camminata senza bastoncini effettuata allo stesso ritmo.

Non si tratta di camminare appoggiandosi a dei bastoni, ma significa camminare correttamente coordinandosi avvalendosi dei bastoni.

Una camminata fatta correttamente e praticata con regolarità e costanza nel tempo si ripercuote positivamente sulla salute cardiovascolare.

Scioglie le contrazioni dei muscoli della zona cervicale (spalle e collo), migliora la flessibilità delle articolazioni e la postura, va a ridurre i carichi che interessano le articolazioni del ginocchio.

Tale attività va svolta all’aperto, un altro aspetto di non trascurabile importanza se si pensa che secondo uno studio condotto dall’Istituto nazionale britannico per la ricerca sanitaria Nihr e pubblicato sulla rivista Scientific Reports, per stare bene in salute bisognerebbe svolgere almeno due ore di attività fisica all’aperto.

Con il Nord Walking si concilia perciò l’esigenza di mantenersi attivi con lo stare all’aria aperta, un elemento che di per sé favorisce il benessere di ogni individuo, indipendentemente dall’età e dalle condizioni di salute.

Angela Nanni