Spesso nell’ultimo trimestre di gravidanza l’acidità e il reflusso gastrico possono diventare invalidanti per molte donne. Le statistiche parlano chiaro: il 50% delle gestanti soffre di acidità e bruciore di stomaco specie nell’ultimo periodo della gravidanza. Le cause della cosiddetta pirosi sono principalmente due: gli ormoni in circolo e l’aumento di volume dell’utero.

In particolare i problemi digestivi sono connessi al progesterone, l’ormone che determina e favorisce il rilassamento muscolare rendendo l’utero più elastico. Il rilassamento muscolare se da un lato facilita la crescita del bambino durante il suo naturale percorso, dall’altra rilassa anche gli organi dell’apparato digerente, provocando una digestione lenta e difficile.

Il progesterone, ahimè, rilassa il cardias, ossia la valvola che separa l’esofago dallo stomaco, permettendo in questo modo ai succhi gastrici di risalire nell’esofago. Da qui la fastidiosa sensazione di bruciore al petto.

Esistono molti rimedi naturali e farmacologici per alleviare questo disagio, inoltre vi consigliamo di assumere comportamenti corretti preferendo cibi neutri che non alterino l’acidità dello stomaco.

Le statistiche ci mostrano che le donne che hanno gravidanze tardive sono più inclini al problema rispetto a quelle che diventano madri in età giovanile. Il bruciore di stomaco peggiora nelle gravidanze gemellari, in caso di neonati molto grandi, se bambino è in posizione di culatta nel grembo materno (sederino in basso e gambe verso l’alto).

La buona notizia è che il 98% delle donne guarisce spontaneamente dopo la nascita del bambino a meno che non si soffrisse di acidità e reflusso già da prima della gravidanza. In questo caso ovviamente vi consigliamo di farvi visitare da un esperto.

Cibi sì e cibi no

Prima di tutto occorre dire che chi soffre di reflusso e bruciore di stomaco deve mangiare poco e spesso: anche fino a sei pasti al giorno, evitando cibi grassi, speziati, pietanze piccanti, alcolici e caffè. Bandite anche le bibite gassate, la frittura, gli agrumi, il pomodoro e il cioccolato.

La credenza popolare vuole che un bicchiere di latte a temperatura ambiente bevuto dopo i pasti principali “spenga” il bruciore e attenui i sintomi di acidità e reflusso. Nulla di più sbagliato, in quanto il beneficio immediato darà successivamente notevoli disagi, con risalita dei succhi gastrici.

Meglio qualche goccia di succo di limone (strano ma vero pur rientrando a pieno titolo nella famiglia degli agrumi ha potere antivirale e aiuta a regolare il ph dei succhi gastrici). Per quanto riguarda i cibi che potrete mangiare tranquillamente sì a riso, pollo e carni magre cotte a vapore, prodotti da forno secchi (no invece ai lievitati, inclusa la piazza ahimè).

Consigliate le verdure come bietole e spinaci ma anche altre altamente digeribili come patate, carote e zucchine. No a cavolo, peperoni, broccoli. Tra i frutti prediligiamo banane e mele (che sono un antiacido per eccellenza). Vietati i succhi specie quelli industriali carichi di zuccheri. Si invece al tè caldo fatto espresso al momento.

Una regola da tener sempre ben chiara in mente è mai mischiare proteine di origine diversa nello stesso piatto (per esempio, carne e latte o formaggio; pesce e uova) e, più in generale, evitare di assumere troppi alimenti differenti in un unico pasto.

Consumare inoltre la frutta lontana dai pasti. Per quante non riescono a rinunciare ai dolci, ammessi solo quelli fatti in casa con ingredienti genuini come una bella torta di carote ma senza burro.

Una passeggiata di salute

Lunghe passeggiate all’aria aperta dopo i pasti aiutano la digestione e migliorano l’umore in generale. Anche la postura corretta ha la sua importanza, se ad esempio ci si deve abbassare a raccogliere un oggetto evitiamo posizioni prolungate in avanti e optiamo per la flessione delle ginocchia. Consigliata anche una moderata attività fisica come lo yoga che aiuta anche ad espellere ansia e stress.

Mai coricarsi subito dopo i pasti, occorre aspettare almeno tre ore e preferire il doppio cuscino in modo da sfavorire la risalita dei succhi gastrici (non più di 10-15 centimetri però altrimenti incorrerete nel problema opposto). Preferite il lato sinistro per il riposo poiché l’esofago penetra nello stomaco leggermente a destra.

Per quel che concerne l’abbigliamento inutile dire che vanno evitati abiti stretti e fascianti, in particolare in vita o all’altezza del torace, per sfavorire una eccessiva pressione addominale, fattore che potrebbe peggiorare i sintomi gastrointestinali.

L’aiutino naturale dalle erbe

Se non volete ricorrere subito ai farmaci, potrete ottenere benefici dalle erbe officinali. La malva ad esempio è un validissimo alleato contro la pirosi. Si può associare al finocchio per un effetto depurativo e digestivo. In questo decotto la presenza delle mucillagini svolgerà un’azione antinfiammatoria e protettiva sulle mucose del sistema gastroenterico.

Altro rimedio del tutto green l’argilla verde ventilata acquistabile in erboristeria oppure comodamente online. Ha la funzione di assorbire i succhi gastrici in eccesso. Consigliato anche lo zenzero magari sotto forma di caramelle da portare sempre dietro.

Altri rimedi l’aloe, il latte di cocco, la camomilla e la liquirizia, magari in comode bustine per tisane pronte all’uso dopo i pasti.

Un vero toccasana anche le mandorle grezze, ricche di olio che contrasta la produzione di acido dello stomaco. Ovviamente qualunque rimedio si scelga ricordiamo sempre di consultare il nostro ginecologo, onde evitare di danneggiare il pargolo che portiamo in grembo.

I farmaci sono utili?

Se uno stile sano di vita associato ad alcuni prodotti naturali non dovesse bastare, forse è il caso di ricorrere, sotto stretta sorveglianza medica, ai farmaci antiacidi a base di alluminio, calcio o magnesio.

In alternativa vi sono gli alginati che sono disponibili come farmaci da banco. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ricorda che gli antiacidi possono ostacolare l’assorbimento di altri farmaci.

Se ad esempio una gestante sta assumendo acido folico o integratori a base di ferro, meglio evitare di assumere antiacidi per almeno due ore dopo aver assunto questi integratori.

Rosa Marino