Diabete gestazionale: definizione

Diabete e gravidanza sono spesso connessi a causa della variazione del metabolismo che la gravidanza stessa porta. La causa principale dell’insorgere del diabete gestazionale è la produzione dell’ormone lattogeno placentare, che annulla l’azione dell’insulina.

Nella maggior parte dei casi, seguendo una specifica dieta, il diabete in gravidanza può essere tenuto facilmente sotto controllo, senza ricorrere all’insulina.

Il diabete gestazionale ha sintomi che si evidenziano durante il secondo trimestre, mentre sono rari i casi in cui si registra il diabete gestazionale nel primo trimestre. Tuttavia, è importante ricorrere subito ad una dieta apposita perché un diabete gestazionale non curato può arrecare danni al bambino.

Per accorgersi in tempo del problema è bene conoscere quali siano i sintomi del diabete gestazionale anche se non sempre sono evidenti. Se si riscontra un aumento della sete, una perdita di peso ed un eccesso di nausee, ci si potrebbe trovare in una situazione di diabete gestazionale.

In questo caso è fondamentale effettuare dei test e uno screening per conoscere i propri valori di glicemia, confrontarli con una tabella valori e comprendere se possa bastare curare l’alimentazione o sia necessario invece iniziare una terapia farmacologica e, in particolare, una terapia insulinica.

Dieta in gravidanza: la dieta da seguire in caso di diabete gestazionale

L’alimentazione è il primo fattore su cui lavorare per tenere sotto controllo il problema. Il binomio diabete gestazionale e dieta è infatti molto importante (la dieta è un elemento fondamentale da considerare in ogni forma di diabete).

Una dieta settimanale assolutamente senza dolci o gelato in cui sia d’obbligo bere molta acqua permette già di abbattere un diabete gestazionale alto al mattino garantendo una maggiore sicurezza per la giornata intera.

Bisogna assolutamente evitare di stare a digiuno: tuttavia è importante sapere cosa mangiare e cosa, invece, non può comparire nel menu (cioè quali i cibi da evitare).

Un alimento pericoloso è il gelato, anche quello realizzato in maniera artigianale o a frutta, perché contiene sempre zuccheri: diabete gestazionale e gelato, quindi, non possono essere assolutamente accostati.

Se ci si chiede quale frutta mangiare, anche in questo caso va specificato che essa va limitata: gli zuccheri della frutta, infatti, contribuiscono ad innalzare i livelli glicemici. Possono essere mangiati i frutti con poco zucchero come le fragole, gli agrumi e la frutta secca come le noci.

I pasti devono essere ricchi di fibre, quindi via libera ai legumi e alla verdura (perfetta la zucca) mentre è pericoloso mangiare pizza, mozzarella, latte e derivati, zucchero, zucchero di canna. Meglio evitare anche la marmellata senza zucchero visto che comunque contiene gli zuccheri della frutta.

Per assicurarsi di non aver ingerito quantità eccessive di zuccheri durante i pasti bisogna sempre misurare i valori di glicemia dopo i pasti, anche dopo gli spuntini pomeridiani o uno spuntino serale che, comunque, vanno concordati con il dietologo.

Quando si soffre di diabete gestazionale anche la glicemia a digiuno deve essere controllata regolarmente, per conoscere i valori di partenza e comprendere eventuali interventi in caso di valori fuori scala.

Diabete gestazionale: i valori da conoscere

Come già anticipato, il diabete gestazionale ha rischi da non sottovalutare. Per questo motivo i valori del diabete devono essere ben chiari: quando i valori a digiuno della glicemia sono superiori a 125 mg/dl oppure quando sono superiori a 200 mg/dl, in qualsiasi momento della giornata, allora si può parlare di diabete; quando sono compresi tra 92 mg/dl e 126 mg/dl si parla di diabete gestazionale.

Conoscere i valori vuol dire che non è importante quando misurare la glicemia, ma controllare che essi ricadano nel giusto range di misure: anche un lieve intervallo fuori range, infatti, deve essere considerato grave.

Oltre alle analisi della glicemia, è importante effettuare un esame delle urine che permetta di evidenziare l’eventuale presenza di glucosio nelle urine.

In ogni caso è sempre bene tenere sotto controllo e comunicare al proprio medico eventuali valori di glicemia alta la mattina o di valori anormali di glicemia dopo i pasti per assicurarsi di non essere una gravidanza a rischio, anche in caso di diabete gestazionale borderline, ossia al limite.

Inoltre, nel caso si ottenessero valori anomali di glicemia, può essere utile effettuare la misura dei valori dopo 2 ore, per avere una conferma delle informazioni precedenti.

Diabete gestazionale e parto

Le continue analisi per il controllo del diabete gestazionale, basso o alto che sia, sono fondamentali per la salute del bambino. Diabete gestazionale e gravidanza a rischio, infatti, camminano di pari passo e bisogna sempre essere attenti per evitare l’insorgere di problematiche maggiori, soprattutto in caso di gravidanza gemellare.

Anche se nella maggior parte dei casi i bimbi non presentano problemi, possono esserci dei rischi legati soprattutto alle dimensioni del bimbo stesso: una gravidanza con diabete, infatti, può portare alla nascita di un bimbo grosso (ci sono tuttavia casi di diabete gestazionale feto piccolo).

Far nascere un bambino grande può rendere necessario l’intervento chirurgico per il parto cesario. In certi casi, il bimbo può soffrire di glicemia bassa: in questo caso l’allattamento è altamente consigliato per evitare che di crescere un bimbo piccolo, con problemi di mancanza di nutrienti. Diabete gestazionale e allattamento al seno immediato devono essere conseguenti, ossia il secondo deve essere assolutamente necessario nel caso di presenza del diabete gestazionale.

Dopo il parto

Il diabete gestazionale dopo il parto è molto raro: solitamente va via dopo il parto e, al termine della gravidanza, tutti i valori ritornano normali. Tuttavia, se si è sofferto di questo problema, è bene fare attenzione alle possibilità di diabete gestazionale anche nella seconda gravidanza, ricordando da subito di effettuare le misure di glicemia in gravidanza, che il diabete gestazionale ha una dieta specifica e che quindi bisogna intervenire subito su cosa mangiare e cosa evitare.

La seconda gravidanza, infatti, ha lo stesso rischio di diabete della prima. Per questo motivo è bene effettuare delle analisi per valutare i valori post prandiali della glicemia e, a seconda dei valori sulla curva dei dati, valutare l’eventuale maggiore o minore rischio diabete.

Ricordando soprattutto che il diabete gestazionale a fine gravidanza può portare problemi al bambino ma che, controllando sempre attentamente tutti i valori e assicurandosi di non avere glicemia alta a digiuno controllando sempre i valori limite, non si avrà nessun tipo di problema per il bimbo.

Quando insorge il diabete gestazionale: sintomi e conseguenze

Come anticipato, il diabete gestazionale si sviluppa solitamente durante il secondo trimestre della gravidanza e, purtroppo, presenta classici sintomi della gravidanza, ossia non può essere facilmente riconosciuto da sintomi ben precisi.

Quando preoccuparsi? Bisogna porre attenzione sin da subito, sia in caso parametri al limite sia nel caso di valori alti. Ne va della salute del neonato, nella possibilità (rara) di malformazioni del feto e (ancora più rara) della morte del feto.

Questi ultimi due casi sono collegati a diabeti molto elevati, non solo di tipo gestazionale. L’incidenza di questa problematica non è elevata (colpisce il 4% circa delle donne incinta): la causa del diabete è che l’insulina in gravidanza non è più efficace, ossia l’insulina non funziona più e non permette di regolare gli zuccheri nel sangue.

Pur non essendovi sintomi chiari, il rischio di un diabete gestazionale non diagnosticato non è alto purché durante la gravidanza si effettuino tutte le regolari analisi. Infatti, sapendo quando compare (ossia al secondo trimestre) e quando passa (dopo il parto) effettuare analisi in questi periodi permette di controllarne l’eventuale insorgenza effettuando misurazione di glicemia regolare.

Parto anticipato all’ottavo mese

Va specificato che, visto che il diabete gestazionale tende a sparire in seguito al parto, può essere utile, in casi di necessità, effettuare un’induzione al parto, ossia programmare una maternità anticipata: si tratta di una scelta fondamentale quando, ad esempio, il feto è grande o sta avendo problemi causati dal diabete della madre. Solitamente, il parto indotto viene programmato per l’ottavo mese: in questo caso si può avere la certezza di effettuare un parto pretermine avendo un feto già formato. Un parto troppo anticipato, invece, potrebbe creare problemi al bambino. Per questo è fondamentale controllare con attenzione tutti i valori, anche degli ormoni, dell’ultimo trimestre per definire al meglio quando partorire. In alcuni casi, il parto può essere prematuro a causa del troppo liquido amniotico (polidramnios), problema che induce ad un parto anzitempo. Sono invece rari, per quanto temuti, i casi di associazione tra diabete gestazionale e morte intrauterina.

Bisogna comunque ricordare che non si hanno evidenze di diabete gestazionale post parto per cui, una volta terminato il travaglio, tutti i valori dovrebbero normalizzarsi senza necessità di alcuna terapia. In alcuni casi, la fisiopatologia può suggerire anche di fare uso di omeopatia per affrontare il ritorno alle condizioni normali.

Altre informazioni sul diabete gestazionale

Per prima cosa bisogna distinguere tra diabete gestazionale o intolleranza al glucosio. La seconda è una problematica non strettamente collegata alla gravidanza, anche se può essere scatenata da quest’ultima.

Altre importanti informazioni che si devono conoscere sul diabete gestazionale riguardano quando l’insulina deve essere presa. L’analisi delle urine e del sangue permette di valutare le concentrazioni di glicemia e, quindi, stabilire l’unità di insulina da assumere quando la semplice dieta non può bastare. Nelle ultime settimane e nell’ultimo mese si può verificare un incremento del diabete gestazionale a causa di valori per insulina troppo alti.

Un altro problema che può scatenare il diabete gestazionale è la gestosi in gravidanza: diabete gestazionale e gestosi, infatti, sono spesso collegati tra di loro a causa degli squilibri che di verificano in entrambi i casi.

Tali squilibri possono arrecare anche fastidi come il prurito: diabete gestazionale e prurito sono spesso coesistenti in gravidanze complesse.

Va ricordato che tutti i casi di diabete, compreso quello gestazionale, prevedono l’esenzione del ticket per prestazioni specialistiche. Per questo, la scelta di nominativi esperti ed altamente professionali come Lapolla, Mangiagalli, Valensise e Zanoio, garantisce la massima sicurezza in caso di gravidanza con diabete.

Costanza Gori