Quando una donna scopre di essere in dolce attesa si innesca una reazione a catena che porta la stessa a provare un mix di emozioni contrastanti tra loro: da un lato la realizzazione del sogno di diventare madre, dall’altro la paura per un percorso non semplice. Quindi la donna si trova combattuta e in preda a diverse emozioni che influenzano a livello psicosomatico il suo organismo.

Di solito si dà agli ormoni in circolo la colpa di variazioni improvvise di umore, nausea, capogiri, voglie. In realtà gli esperti ritengono che siano proprio i timori e le emozioni a scatenare la produzione di ormoni indispensabili a innescare i cambiamenti fisici per preparare il corpo femminile alla gravidanza e al parto. In questa fase le ovaie si fanno da parte, mettendosi a riposo (di qui l’assenza di ciclo mestruale nei 9 mesi), mentre entra in scena “il nucleo” della gestazione, la placenta, la prima secretrice degli ormoni chiave. Scopriamo quanti e quali sono gli ormoni coinvolti nella gravidanza e nel parto e il loro ruolo.

Quali sono gli ormoni della gravidanza

Un luogo comune porta a credere che l’ormone Beta hCG sia la chiave di volta della gestazione intera, invece è più logico pensare che siano numerosi gli ormoni responsabili dei cambiamenti del corpo della donna e determinanti per la buona riuscita della gestazione e del parto. Gli ormoni, messaggeri chimici prodotti e secreti dalle ghiandole, durante la gravidanza portano uno sconvolgimento generale nel corpo femminile, senza i quali nel ventre materno non potrebbe nascere e crescere la vita. Ad esempio un ormone su tutti complice di un buon parto è la relaxina unita all’ossitocina, senza i due ormoni il corpo non sarebbe in grado di affrontare il dolore e predisporsi alla fase espulsiva.

L’ormone Beta hCG

È l’ormone che può essere individuato nel sangue materno già 8 giorni dopo il concepimento attraverso il test di gravidanza facilmente acquistabile in farmacia oppure un prelievo ematico. Il livello delle Beta hCG in circolo aumenta sensibilmente dalla quinta settimana e raggiunge il picco intorno alla decima-dodicesima settimana. Il ruolo di questo ormone è quello di “arbitro” per così dire: avvisa le ovaie di stare a riposo e predispone il corpo ad accogliere e proteggere l’embrione in formazione. Al Beta hCG si attribuiscono anche i malesseri del primo trimestre come nausea e vomito e il bisogno di urinare spesso tipico di questa fase.

Gli estrogeni

Fondamentali poiché supportano l’utero e lo aiutano a crescere facendo affluire più sangue. Innescano anche lo sviluppo di polmoni, fegato e reni del bambino. Inoltre predispongono il seno della donna alla produzione di latte e ammorbidiscono il collagene dei tessuti connettivi. Intervengono anche in fase di travaglio chiamando in aiuto un altro ormone, l’ossitocina, che da il là per avviare le contrazioni. Ahimè troppi estrogeni in circolo portano a spiacevoli effetti collaterali tra cui nausea, pigmentazione della pelle con rischio di avere cloasmi, variazioni nell’appetito, sensazione di calore nel secondo e terzo trimestre (simile a febbre).

Il progesterone

Se in gravidanza capelli e unghie sono più lunghi e forti il merito è del progesterone, ormone che mantiene l’utero soffice e ospitale per il feto. Ha il ruolo cardine di rilassare i muscoli per impedire che l’utero si contragga anzitempo. Cala drasticamente dopo il parto per lasciar spazio all’ormone della prolattina, responsabile della montata lattea. Effetti collaterali sonnolenza, vertigini a causa della pressione bassa e soprattutto reflusso gastrico e gonfiore intestinale dato dal rilassamento eccessivo dei muscoli dello stomaco che solitamente impediscono la risalita di succhi gastrici. Il progesterone, in alcune circostanze, viene somministrato per aiutare a sostenere la gravidanza, soprattutto per la fecondazione assistita.

La relaxina

Responsabile di dolori lombari e pelvici, ha il compito di rilassare i muscoli, le articolazioni e i legamenti per permettere la crescita del bambino e il giusto spazio per lui. Aiuta poi ad ammollare i legamenti pelvici in vista del parto e stimola il collo dell’utero ad assottigliarsi al momento del parto.

L’ormone HPL

L’ormone lattogeno placentare rappresenta il 10% delle proteine prodotte dalla placenta. Predispone il seno all’allattamento, invia un bel carico di glucosio al feto e determina la produzione di insulina per far sì che al pargolo in grembo vengano inviati i giusti nutrienti.

La tiroxina

Insieme ad altri ormoni stimola la crescita del feto, lo aiuta nella metabolizzazione di carboidrati e proteine. Il suo ruolo cardine è lo sviluppo del sistema nervoso centrale del bambino.

La calcitonina

In un momento delicato in cui il bambino in grembo chiede sempre più calcio per il suo sviluppo osseo, questo magico ormone ci aiuta a fissare la vitamina D e soprattutto crea una riserva di calcio che sosterrà le nostre ossa.

Il cortisolo

Il suo valore sale alla fine del primo trimestre di gravidanza, è determinante per lo sviluppo dei polmoni nel feto. Attenzione però ad uno spiacevole effetto collaterale: innalzamento del livello di glucosio nel sangue.

L’insulina

Regala al nascituro un alto livello di nutrienti ed energia, oltre a regolare i livelli di glucosio nel sangue. Attenzione massima per le gestanti che soffrono di diabete già da prima della gravidanza.

Il testosterone

Secreto a bassi dosaggi, è utile per lo sviluppo dei genitali maschili e aiuta a stimolare la produzione di estrogeni.

La prolattina

Fa un lavoro sotterraneo e invisibile durante i nove mesi, fino a stimolare e regolare la produzione di latte materno nel post-parto.

L’ossitocina

Causa le contrazioni uterine, quindi dà il là all’avvio del parto. Dopo la nascita del pargolo, l’ossitocina determina le contrazioni dell’utero che si appresta a tornare alle sue normali dimensioni pre-gravidanza.

Gli ormoni dopo la nascita

Quanti e quali sono gli ormoni in gioco dopo la nascita del bambino? Primo fra tutti l’ossitocina che favorisce il secondamento ovvero l’espulsione della placenta e riduce il rischio di emorragia. In secondo luogo la prolattina stimola la produzione di latte e incoraggia il cosiddetto bonding, il legame profondo e indissolubile mamma-bebè. Non dimentichiamo anche le endorfine che danno alla neomamma una sensazione di piacevole euforia. Dopo il parto crolla la produzione di progesterone ed estrogeni e si avvia la produzione del colostro, il primo latte materno ricco di proteine, sali minerali e vitamine.

Rosa Marino