Che arrivi inaspettata o che sia fortemente voluta, la gravidanza è uno dei momenti più importanti e delicati nella vita di una donna. Per questo, le future mamme stanno attente a seguire le indicazioni che vengono loro fornite dai medici e iniziano a proteggere il bambino ancora prima che nasca.

Ogni cambiamento, soprattutto se si è incinte per la prima volta, può incuriosire o spaventare, ma l’importante è comprendere che la trasformazione in atto rivela che il nostro corpo si sta preparando ad accogliere al meglio la nuova vita.

Durante il periodo gestazionale, però, possono capitare eventi che creano ansia e preoccupazione, come le perdite rosa in gravidanza. Le cause di queste secrezioni possono essere molteplici: ecco quando c’è da preoccuparsi.

Perdite rosa in gravidanza: perché informare il ginecologo

Innanzitutto, è bene sottolineare che le perdite rosa in gravidanza vanno immediatamente riferite al proprio ginecologo. Solo lo specialista, attraverso esami strumentali, può spiegare a cosa siano dovute ed eventualmente giungere a una diagnosi.

Le perdite ematiche nelle donne incinte, infatti, pur non essendo rare non sono di natura fisiologiche, quindi la loro comparsa richiede la massima attenzione al fine di non compromettere l’evoluzione della gravidanza.

Ciò non vuol dire, comunque, che un leggero sanguinamento debba necessariamente portare a un esito infausto, visto che il alcuni casi, si potrebbe trattare di problematiche che non mettono a rischio la gestazione.

Le cause benigne

Alcune donne riferiscono di notare perdite rosa all’inizio della gravidanza, praticamente quasi in corrispondenza dell’atteso e mancato ciclo mestruale. Si tratta di evento piuttosto comune che di solito è riferibile all’annidamento dell’embrione sulla parete uterina.

Un processo che potrebbe causare un leggero sanguinamento, detto da impianto, dovuto alla rottura di qualche capillare. Tale evenienza, assolutamente non preoccupante, potrebbe verificarsi nei primi 10 giorni dopo il concepimento.

Nelle prime settimane di gravidanza, inoltre, una donna può riscontrare sugli slip delle perdite rosa con regolarità, come fossero delle mestruazioni vere e proprie: anche in questo caso non c’è da allarmarsi perché scompariranno da sole.

Un leggero sanguinamento potrebbe essere causato anche da problemi di lieve entità dell’apparato genitale, che comunque – se diagnosticati – generalmente non compromettono la gravidanza.

Minaccia d’aborto

La preoccupazione maggiore di una donna in gravidanza che nota delle perdite rose è riconducibile al rischio di perdere il bambino che porta in grembo. Una paura legittima che quelle secrezioni inattese e improvvise possono alimentare.

Purtroppo, l’aborto spontaneo non è un evento raro, soprattutto nella prima fase della gravidanza. Le donne ne sono consapevoli ed è per questo che macchie di sangue provenienti dall’apparato genitale mettono immediatamente in allarme.

Quando si verifica una minaccia d’aborto, le perdite di sangue sono piuttosto consistenti e sono generalmente accompagnate da dolore e/o crampi. In questo caso, l’organismo sta avvertendo che qualcosa non va e che, se non si interviene, la gravidanza potrebbe concludersi.

L’aborto spontaneo

Non sempre però una minaccia di aborto sfocia in un aborto spontaneo vero e proprio, che porta alla morte del feto. Per capire se l’aborto si è verificato, serve una visita medica, durante la quale il ginecologo eseguirà anche una ecografia.

Se è avvenuto, potrebbe essere necessario asportare dall’utero gli eventuali residui della gravidanza non espulsi spontaneamente.

Tra le cause di tali eventi, che rappresentano un vero dramma per la donna, possono esserci cause riconducibili ad anomalie fetali o a disturbi legati alla madre.

La gravidanza extrauterina

Un’altra causa che nelle prime settimane di gravidanza può portare alla comparsa di perdite rosa è la gravidanza extrauterina. Tale evento si manifesta quando l’embrione non si impianta nella sua naturale sede, che è l’utero, ma al di fuori della cavità uterina, come ad esempio nelle tube ovariche.

A rischio, sono soprattutto le donne le cui tube sono state interessate da infezioni o interventi chirurgici alle tube o che hanno già avuto un evento simile.

Nella maggior arte dei casi, il problema è facilmente risolvibile con un’adeguata terapia medica e solo in quelli più complicati si rende necessario ricorrere a un’operazione.

Perdite rose in gravidanza e placenta

Piccole perdite ematiche possono manifestarsi anche nella seconda metà della gravidanza e non solo nelle prime settimane. Il corpo della donna subisce profonde trasformazioni e alcuni cambiamenti nell’apparato genitale possono provocare sanguinamento.

Accertata la circostanza, la gestante può rasserenarsi e continuare ad aspettare con tranquillità il giorno del parto. Esistono però delle eventualità più serie che portano a perdere sangue, anche in modo cospicuo, riconducibili alla placenta.

Questo organo femminile, che si forma durante la gravidanza per proteggere e alimentare il feto, resta attaccato alle parete dell’utero fino al parto. Può capitare, però, che il distacco avvenga prima della nascita del bambino, provocando perdite di sangue e, spesso, dolori addominali.

Se l’entità del distacco è lieve, generalmente la gravidanza è destinata a proseguire con tutte le dovute accortezze del caso, ma se si tratta di un problema più serio, potrebbe rendersi necessario un intervento d’urgenza, che potrebbe mettere anche a rischio la vita del feto.

Anche la posizione della placenta può influire sulla comparsa di perdite rose in gravidanza, soprattutto quando è previa, ovvero nella parte inferiore dell’utero. Spesso, di fronte a tali eventi, bisogna intervenire subito con un taglio cesareo.

Infine, il sanguinamento vaginale in una gravidanza avanzata potrebbe essere anche il segnale di un travaglio in corso – le perdite di sangue sono dovute alle contrazioni del collo dell’utero –  e quindi di un possibile parto prematuro.

Francesca Caiazzo