Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità i vaccini salvano ogni giorno 7mila vite. In Italia dal 2017 l’elenco dei vaccini obbligatori si è esteso da 4 a 10. Sul sito del Ministero della Salute il calendario completo.

“La possibilità di vaccinare nei confronti di molte malattie infettive è una conquista cardine della salute globale degli ultimi decenni nel nostro Pianeta. Malattie infettive come il vaiolo, la difterite, il tetano e molte altre che sono state causa di pandemie e di milioni di morti nel passato, sono ora un ricordo lontano o limitato” parola di Antonella D’Arminio Monforte, Professore Ordinario di Malattie Infettive e Tropicali dell’Università degli Studi di Milano. 

I vaccini hanno dunque un ruolo fondamentale nella storia della medicina poiché hanno contribuito a ridurre drasticamente la morbosità e la mortalità. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che entro il 2020, i vaccini utilizzati eviteranno 25 milioni di morti. La soglia di copertura vaccinale raccomandata dall’OMS per raggiungere la cosiddetta immunità di gregge è pari al 95%. Se la quota di individui vaccinati all’interno di una popolazione raggiunge questo valore, si blocca la circolazione dell’agente patogeno. Il raggiungimento di tale soglia consente, quindi, di proteggere e tutelare anche i soggetti fragili che, per particolari condizioni di salute, non possono essere vaccinati.

Dal 2017 in Italia le vaccinazioni obbligatorie e gratuite sono salite da 4 a 10, mentre altre sono su base volontaria ma sempre caldamente raccomandate dal Ministero della Salute (vedi sito internet). Le vaccinazioni dei propri figli vanno effettuate seguendo un calendario ben preciso consultabile anche online sul portale salute.gov.it.

Cosa sono e come funzionano i vaccini?

Il principio su cui si basa la vaccinazione è quello della memoria immunologica: il sistema immunitario, una volta entrato in contatto con una sostanza estranea, la memorizza e la ricorda in futuro. La vaccinazione dunque favorisce il primo incontro con virus o batteri e induce il sistema immunitario a rispondere producendo cellule e anticorpi specifici in grado di difendere l’organismo all’occorrenza. Gli esperti assicurano che tutti i vaccini sono sottoposti a rigidi controlli, sono sicuri e ben tollerati nella maggior parte dei casi. Il vaccino può contenere il microorganismo contro il quale si vuole ottenere l’immunizzazione, oppure può contenere proteine o tossine derivanti da questo stesso microorganismo.

A grandi linee, esistono tre diverse tipologie di vaccini:

  • vivi attenuati che contengono i microorganismi vivi (es. morbillo, rosolia, varicella);
  • inattivati che contengono i batteri o i virus ma “smorzati” della loro aggressività (es. la poliomielite);
  • purificati a subunità prodotti attraverso raffinate tecniche di purificazione delle componenti batteriche o virali (es. la pertosse).

Senza le vaccinazioni, il nostro corpo può impiegare anche due settimane di tempo per produrre una quantità di anticorpi sufficiente a contrastare l’invasore. Un intervallo di tempo durante il quale il microorganismo può causare danni anche gravi al nostro organismo.

La nuova legge del 2017

Sino al 1999 erano quattro in Italia le vaccinazioni obbligatorie: la vaccinazione anti-difterica, l’anti-tetanica, l’anti-poliomielitica e quella anti-epatite virale B. Il mancato rispetto dell’obbligo comportava, quindi, l’applicazione di sanzioni pecuniarie (in realtà basse) e il rifiuto dell’iscrizione a scuola. Dal ‘99 in poi è però venuto a mancare l’obbligo vaccinale quale condizione per l’ammissione alla scuola dell’obbligo e questo ha comportato che sempre meno genitori vaccinassero negli anni i propri figli. Le motivazioni sono molteplici: la ridotta percezione dei rischi legati alle malattie infettive diffusasi con il benessere, il diffondersi di teorie del tutto prive di fondamento scientifico che enfatizzano gli effetti collaterali delle vaccinazioni, la falsa correlazione tra vaccini e l’insorgere di alcune patologie come l’autismo, il cosiddetto movimento no-vax legato a motivi ideologici. La conseguenza diretta è stata che negli ultimi 15 anni la copertura vaccinale media è scesa sotto la soglia consentita dall’OMS. Si pensi ai 3.670 casi di morbillo avuti nel nostro Paese nella prima parte del 2017, un dato allarmante.

Ecco dunque la necessità del “Decreto-legge 2017” che ha fatto arrivare a 10 i vaccini obbligatori e gratuiti, che diventano un requisito per l’ammissione all’asilo nido e alle scuole dell’infanzia (bambini 0/6 anni). Per la fascia 6/16 anni invece vi è comunque l’accesso all’istruzione ma scatta la multa pecuniaria in caso di inadempimento da parte dei genitori qualora richiamati dall’asl. Le vaccinazioni fortemente raccomandate sono passate da zero a quattro.

In soldoni, alle quattro vaccinazioni già citate si aggiungono: la vaccinazione anti-pertosse, quella anti-Haemophilus Influenzae tipo B, l’anti-morbillo, l’anti-rosolia, l’anti-parotite, l’anti-varicella. A questi si sommano, sempre gratis su base volontaria, ai nati a partire dal 2017, l’antimeningococcica B, l’anti-meningococcica C, l’antipneumococcica e l’anti-rotavirus. Tra le novità si prevede la possibilità per le famiglie di prenotare direttamente in farmacia, gratuitamente, le vaccinazioni. Ai genitori che non intendono vaccinare i figli viene applicata una sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 500 euro, proporzionata alla gravità dell’inadempimento (ad esempio: al numero di vaccinazioni omesse).

Il calendario delle vaccinazioni

Tre mesi

Obbligatorie: prima dose difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B, Haemophilus influenzae di tipo B (esavalente).

Raccomandate: prima dose meningococco B; prima dose pneumococco.

Quattro mesi

Raccomandate: seconda dose meningococco B.

Cinque mesi

Obbligatorie: seconda dose difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B, Haemophilus influenzae di tipo B (esavalente).

Raccomandate: seconda dose pneumococco.

Sei mesi

Raccomandate: terza dose meningococco B.

Tra 3 e 7 mesi

Raccomandate: rotavirus (due o tre dosi).

11 mesi

Obbligatorie: terza dose difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B, Haemophilus influenzae di tipo B (esavalente).

Raccomandate: terza dose pneumococco.

13 mesi

Raccomandate: quarta dose meningococco B.

Tra 13 e 15 mesi

Obbligatorie: prima dose morbillo, parotite e rosolia (MPR); prima dose varicella (oppure prima dose tetravalente MPRV).

Raccomandate: prima dose meningococco C.

Sei anni

Obbligatorie: richiamo difterite, tetano, pertosse, polio (DTP + polio); richiamo morbillo, parotite, rosolia e varicella (MPR o MPRV).

Tra 12 e 18 anni

Obbligatorie: richiamo difterite, tetano, pertosse, polio (DTP + polio).

Raccomandate: HPV (due o tre dosi, sia per le femmine sia per i maschi); richiamo meningococco C.

Vaccino antinfluenzale per i bambini

Data la pandemia da Covid-19 che ci troviamo a fronteggiare negli ultimi mesi, il nostro governo per la stagione influenzale 2020-2021 ha valutato di offrire gratuitamente il vaccino (tramite le Regioni) ai bambini di età compresa fra i sei mesi e i sei anni. Ovviamente la scelta è a discrezione del genitore nel caso di bambini sani, diversamente è ampiamente raccomandato in minori con patologie come asma, diabete o malattie croniche. Gli esperti spiegano che il merito della vaccinazione antinfluenzale non è tanto quello di prevenire l’influenza nella sua forma classica, cosa che avviene nel 30% dei casi, ma piuttosto di contribuire a ridurre il rischio di ricoveri del 50% e i casi di decesso dell’ 80%. 

Gli effetti collaterali

I vaccini in commercio sono i prodotti farmaceutici più controllati e sicuri. Come qualunque farmaco, possono però recare alcune reazioni avverse spesso date non dal vaccino in sé bensì da adiuvanti, stabilizzanti, conservanti contenuti all’interno. Tra le reazioni lievi abbiamo febbre, dolori muscolari, arrossamento dell’area della puntura, malessere, inappetenza. Tra le reazioni gravi (attenzione molto rare, si calcola un caso su un milione di dosi) abbiamo convulsioni, ipotonia, iporesponsività, riduzione delle piastrine.

Il monitoraggio sui vaccini è competenza dell’Agenzia Italiana del Farmaco. Capita sovente che siano ritirati lotti di vaccino per il semplice sospetto che possano provocare effetti collaterali. Nella maggior parte dei casi si scopre, in seguito, che l’allarme non era giustificato e che tutto era a norma.

Il vaccino porta l’autismo?

Un po’ tutti ricordiamo un episodio giudiziario accaduto a Rimini nel 2015: il Tribunale ha riconosciuto un indennizzo ai genitori di un minore autistico vaccinato con il vaccino antimorbillo-parotite-rosolia. Il caso generò l’indignazione della comunità scientifica. Andando però alla fonte di questa associazione vaccino-autismo, si arriva ad un articolo del ‘98 pubblicato sulla prestigiosa rivista medica Lancet in cui si ipotizzava un’associazione fra vaccinazione e disturbi dello spettro autistico. In tutto il mondo sono stati avviati ben 20 studi volti a indagare la connessione tra le due situazioni e si è arrivati alla conclusione che non vi sia nulla di reale. Si è poi scoperto che alla base di quell’articolo vi era una mega truffa di alcune famiglie inglesi che cercavano un risarcimento dal Servizio Sanitario Britannico. Lancet quindi ha ritirato l’articolo privo di fondamento scientifico. Quindi la conclusione è stata lapalissiana per tutti: il vaccino non porta l’autismo.

Rosa Marino