L’agopuntura è una terapia medica non ufficiale ispirata ai principi della medicina tradizionale cinese, che si propone di agire sull’equilibrio energetico del corpo umano per curare disturbi e patologie.

Il trattamento prevede l’inserimento di sottili aghi nella pelle che agiscono come fossero dei piccoli elettrodi in grado di riattivare le cariche elettriche del corpo.

La teoria che sottende a questa pratica medica, è che stimolando determinati punti dell’organismo, si movimenta il flusso energetico, correggendone eventuali squilibri.

Per stimolare il qi – l’energia interna del corpo umano, appunto – si interviene sui canali energetici che vengono chiamati meridiani.

Essendo un vero e proprio trattamento terapeutico, non tutti possono praticare l’agopuntura. Per diventare agopuntore, in Italia, bisogna non solo essere un medico iscritto all’albo, ma anche aver frequentato uno degli appositi corsi riconosciuti, della durata triennale, ed essere iscritto nel registro dei medici agopuntori.

Quali sono i benefici

Uno dei dubbi che si pone chi vorrebbe sperimentare l’agopuntura riguarda i reali benefici.

Intanto, va sfatato un luogo comune: questa tecnica cura realmente le malattie e non deve essere considerata solo come un trattamento palliativo.

Analogamente a come agiscono i farmaci, anche l’agopuntura è in grado di guarire il paziente, ma tutto dipende ovviamente dalla patologia sulla quale si interviene.

La vera questione, dunque, sarebbe un’altra: la malattia sulla quale si vuole intervenire è guaribile? Se lo è, l’agopuntura contribuirà all’obiettivo guarigione, in caso contrario agirà come un semplice antidolorifico.

Sedute in sicurezza

Prima di entrare nel dettaglio delle patologie sulle quali l’agopuntura ha già dimostrato la sua efficacia, è bene chiarire anche alcuni aspetti che riguardano il trattamento, anche per evitare di mettere la propria saluta nelle mani sbagliate.

Come detto, l’agopuntore deve essere un medico abilitato. Questa precisazione è fondamentale anche per comprendere le regole che un buon professionista deve rispettare prima di occuparsi di un potenziale paziente.

Gli aghi – strumento primario dell’agopuntura – devono essere regolarmente sterilizzati per azzerare la possibilità di trasmettere infezioni. Per i soggetti più scrupolosi, esiste la possibilità di poter ottenere anche aghi personalizzati.

Chiarito questo aspetto sull’igiene e la sicurezza, c’è un secondo interrogativo che va risolto: l’agopuntura fa male?

La risposta è no: l’inserimento degli aghi non è dolorosa. Si può sentire un leggero fastidio all’inizio dell’applicazione, ma poi – se bene seguita – non causa dolore.

Rispondendo a una delle domande degli utenti sul suo sito, il dottor Franco Menichelli, presidente dell’Associazione Italiana Agopuntura, ha chiarito: “Se c’é fastidio, questo scompare subito subito dopo l’infissione. Se invece permane, vuol dire che è stata toccata una terminazione nervosa e l’ago va tolto immediatamente”.

Per quali patologie può essere eseguita l’agopuntura

Sono numerosi i disturbi sui quali si può intervenire con l’agopuntura: da quelli circolatori a quelli digestivi, da quelli della pelle a quelli osteo-articolari, passando da quelli respiratori, neurologici e psichici, fino a quelli ormonali e sessuali.

Il trattamento si è rivelato particolarmente efficace per combattere ad esempio l’insonnia, il mal di testa, la gastrite, il colon irritabile, l’acne, l’ansia e gli attacchi di panico.

Di recente, l’agopuntore si è anche dimostrato un ottimo alleato nella lotta contro il tabagismo: gli aghi, infatti, aiutano a smettere di fumare.

Non solo: l’agopuntura è sempre più spesso utilizza in casi di infertilità e contribuisce a migliorare i risultati ottenuti nella fecondazione assistita.

Quante sedute servono e quali sono i costi

La durata di un trattamento e, di conseguenza, anche il suo costo, dipendono dal tipo di patologia su cui si interviene.

La prima seduta con il professionista, di solito, è quella che richiede maggiore impegno, sia di tempo che economico.

In questa occasione, infatti, il medico esegue una prima visita sul paziente, ci parla, cerca di conoscerlo meglio, anche visionando eventuali esami e referti precedenti. Il primo incontro, in taluni casi, può comprendere anche la prima infissione di aghi.

Non esiste un tariffario minimo aggiornato al quale il medico si attiene, dunque, esercitando in libera professione il costo può variare da un dottore all’altro.

In media, comunque, per la prima visita bisogna considerare una cifra tra 80 e 130 euro.

La spesa diminuisce nelle sedute successive che in media costano tra i 50 e i 100 euro. Per ottenere benefici concreti, servono mediamente tra le 3 e le 6 applicazioni – se ne consiglia non più di una a settimana –  con una durata dai 15 ai 40 minuti ciascuna, in base al caso trattato.

È utile sapere che i costi sostenuti per sottoporsi all’agopuntura sono detraibili, mentre in alcune regioni italiane il trattamento può essere fatto in regime di convenzione, pagando il ticket.

Controindicazioni ed effetti collaterali dell’agopuntura

Affiancandosi alla medicina ufficiale, l’agopuntura può migliorare la risposta dell’organismo alle cure convenzionali. Proprio per questo non è controindicata durante l’assunzione di farmaci né durante il ricorso ad altre terapie.

Quanto agli effetti collaterali, quelli che si registrano con più frequenza – sebbene in percentuali minime – sono il dolore locale ed ecchimosi.

L’applicazione del trattamento è possibile anche in pediatria: sebbene non sono molte le famiglie italiane che vi ricorrono, la tecnica degli aghi può essere tranquillamente eseguita anche sui bambini dopo gli 8 anni.

Francesca Caiazzo