Che cos’è la colonscopia

La colonscopia è un esame diagnostico che serve a rilevare la presenza di un’eventuale ulcera, di un polipo, di lesioni e masse tumorali presenti all’interno delle pareti dell’intestino.

Fondamentalmente si può distinguere tra la colonscopia tradizionale e alcuni metodi alternativi come la colonscopia virtuale e la colonscopia con pillola.

Oltre alla colonscopia in alcune occasioni può rendersi necessaria una pancolonscopia, che è una forma di colonscopia totale che consente di osservare le condizioni di tutto l’intestino, oppure una rettoscopia che al contrario prevede solo l’esame del retto ossia dell’ultimo tratto intestinale.

Ma cominciamo dall’inizio: come si fa? La colonscopia tradizionale viene effettuata mediante l’introduzione di un endoscopio flessibile del diametro compreso tra gli 11 e i 13 millimetri per via anale (differisce dalla gastroscopia che invece prevede l’inserimento di una sonda per via orale).

Si tratta di un’operazione piuttosto invasiva che ovviamente fa male. La colonscopia quindi deve essere effettuata in sedazione sottoponendo il paziente ad anestesia locale o totale.

Colonscopia virtuale e con pillola

Un metodo meno invasivo di colonscopia, invece, è quella virtuale. La colonscopia virtuale è una forma di colonscopia indolore che permette un’esplorazione virtuale dell’addome attraverso una tac dell’addome, in seguito all’introduzione di un piccolo catetere nell’ano. Questa tipologia di esame diagnostico non viene effettuata in sedazione e non c’è infatti alcuna necessità di somministrare al paziente degli antidolorifici.

La colonscopia con pillola è una colonscopia di ultima generazione e prevede un trattamento completamente differente dai precedenti e si diversifica oltre che per la strumentazione utilizzata, anche per l’oggetto dell’indagine. Al paziente, infatti, viene fatta ingerire una videocapsula che si muove grazie ai movimenti dell’intestino e viene poi espulsa con le feci. Questa modalità di analisi viene eseguita per controllare le condizioni dell’intestino tenue e non del colon, e per verificare l’origine di eventuali sanguinamenti.

Colonscopia operativa

La colonscopia può dare esiti negativi ma nel caso in cui l’esame, invece, rilevi la presenza di polipi e diverticoli si può procedere con l’asportazione della massa e con la biopsia. Nel caso in cui ci si accorga della presenza di un tumore si può rendere necessaria anche l’asportazione di una parte dell’intestino. In questo caso si può verificare una colonscopia con stomia successiva.

La stomia del colon è una particolare colonscopia operativa con la quale, in seguito all’asportazione di una parte del tratto intestinale, il colon e la cute vengono connesse allo scopo di deviare le feci.

Preparazione per la colonscopia

Ad ogni modo sia che lo screening venga effettuato secondo tecniche tradizionali sia che si opti per procedure più recenti e indolori, non si può prescindere da un’opportuna preparazione per la colonscopia.

La dieta da seguire

La prima cosa che viene detta ai pazienti che si preparano a questo tipo di esame è cosa mangiare. La preparazione intestinale ha la durata di tre giorni durante i quali il paziente può consumare esclusivamente gli alimenti permessi.

La dieta per la colonscopia comporta bere almeno due litri di acqua naturale ogni giorno e di evitare alimenti ricchi di fibre come frutta e verdura, bevande ricche di coloranti soprattutto rossi e alcolici. Per questa ragione birra, vino e cocktail andranno evitati durante la settimana precedente alla colonscopia.

Il paziente può invece consumare tranquillamente alimenti proteici come la carne, il pesce, i salumi, le uova e i latticini. Per quanto riguarda i tuberi e in particolare le patate, esse possono essere consumate a condizione che ci si liberi della buccia.

Il divieto di assumere alimenti con fibre è necessario per liberare l’intestino da rifiuti solidi, tuttavia per renderlo il più pulito possibile e fare in modo che la colonscopia vada a buon fine, è necessario assumere lassativi o procedere con un lavaggio intestinale il giorno prima dell’esame: un intestino sporco infatti non permette di accertare bene la presenza di problematiche a livello del tratto esaminato.

I lassativi

I lassativi sono generalmente in bustina o in pillole mentre il clistere si effettua attraverso l’introduzione di una soluzione salina attraverso l’ano.

Il giorno prima, inoltre, viene raccomandata un’alimentazione esclusivamente liquida. Ci sono però casi in cui si rende necessaria una colonscopia urgente: la preparazione quindi viene effettuata direttamente in ospedale e dura solamente otto ore.

Una colonscopia generalmente dura intorno ai sessanta minuti e quando viene eseguita in narcosi il recupero del paziente è previsto per il giorno dopo.

Quando è consigliata la colonscopia

A questo punto è necessario rispondere ad alcune domande relative a quest’esame diagnostico. In primo luogo ci si starà sicuramente chiedendo: quando è necessaria la colonscopia? Quando è consigliata? In poche parole quando farla?

Sicuramente essa è necessaria e viene prescritta ogni volta che il paziente lamenta dolori addominali, e la presenza di sangue nelle feci, che possono essere sintomi della presenza di polipi e tumori. Inoltre il trattamento deve essere eseguito anche in presenza di emorroidi, oppure ai fini di rilevare la presenza di celiachia.

L’esame è consigliato a tutti quei soggetti che hanno una storia familiare tale da far pensare a una possibile insorgenza di masse tumorali all’interno dell’intestino. In questi casi è sempre preferibile sottoporsi a controlli periodici a scopo di prevenzione. In base alla storia personale del paziente e ai problemi riscontrati il medico può chiedere che la colonscopia venga ripetuta con una certa periodicità, generalmente con una frequenza che va dai sei mesi a un anno.

La colonscopia dovrebbe essere eseguita intorno ai cinquant’anni ma nei casi di soggetti con storia familiare pericolosa può e deve essere eseguita anche molto prima, intorno ai trent’anni. In casi particolari, in cui si evidenzia una sintomatologia allarmante, la colonscopia può essere eseguita anche sui bambini, in età pediatrica.

Rischi ed effetti collaterali

Ma la colonscopia può essere effettuata da tutti o ci sono casi in cui è sconsigliata? Ci sono effetti collaterali?
La risposta alla prima domanda è no, non tutti possono sottoporsi a questo esame. In particolare non può farla chi soffre di megacolon tossico, di diverticolite acuta o è stato sottoposto a operazioni in quel tratto intestinale.

I rischi della colonscopia, sebbene si tratti di una procedura abbastanza sicura, possono essere quelli connessi a una perforazione dell’intestino, a emorragie e all’utilizzo dei sedativi soprattutto su soggetti cardiopatici. In soggetti allergici può essere poi necessario eseguire la colonscopia senza anestesia. Nel caso in cui successivamente al test si avvertano forti dolori e la presenza di febbre è necessario avvisare immediatamente il medico.

Casi particolari

Esistono poi situazioni particolari in cui ci si può chiedere se sia il caso di effettuare o meno lo screening, oppure di rimandarlo.

Per i pazienti di sesso femminile, ad esempio, può capitare ad esempio che il giorno della colonscopia coincidano con quello del ciclo. L’esame è perfettamente compatibile con le mestruazioni e basta semplicemente informare il personale medico, e farsi consigliare se è preferibile l’uso di assorbenti interni o esterni.

Costi e tempi d’attesa

La colonscopia può essere eseguita a pagamento presso una clinica privata oppure gratuitamente (con il solo pagamento del ticket regionale) presso strutture ospedaliere pubbliche. Ovviamente nei casi di colonscopia mutuabile e in struttura pubblica, i tempi di attesa possono essere anche piuttosto lunghi.

Proprio per questa ragione molte persone si rivolgono a cliniche private se ne hanno la possibilità. Ma quanto costa? In genere una colonscopia ha un costo che si aggira intorno ai quattrocento euro e intorno ai seicento se c’è anche la necessità di una biopsia.

Costanza Gori