Le malattie, purtroppo, non vanno mai in vacanza. Anche durante il periodo estivo, può capitare di dover assumere farmaci, sia per problemi di salute passeggeri che per patologie croniche. Tra i medicinali più comunemente prescritti in entrambe le circostanze, ci sono anche quelli cortisonici. E in piena estate sorge spontanea la domanda: se si fa uso di cortisone, si può prendere il sole? In effetti, gli esperti sconsigliano una prolungata esposizione ai raggi solari se si segue una terapia farmacologica con cortisone. Il motivo? Gli eventuali effetti collaterali che possono verificarsi soprattutto sulla pelle.

Sole e cortisone: cosa c’è da sapere sul farmaco

Prima di spiegare le ragioni per le quali non è opportuno stendersi al sole se si assume cortisone, è opportuno sapere anche quali sono i casi in cui viene impiegato.

Non tutti sanno che il cortisone è un ormone secreto dalle ghiandole surrenali che viene utilizzato come farmaco sintomatico. Ciò significa che un medicinale a base di cortisone agisce per contenere i sintomi di una malattia e non propriamente sulla malattia stessa.

Essendo un potente anti-infiammatorio, inoltre, allevia il dolore causato dallo stimolo infiammatorio. Esso “agisce riducendo o prevenendo la risposta infiammatoria e modificando la risposta dell’organismo ad alcuni stimoli immunitari” si legge sul sito dell’Humanitas. Serve, quindi, anche per ridurre gonfiori, rossori, prurito.

Generalmente, il cortisone – che si assume per via orale, mediante iniezioni intramuscolari o in forma di creme, pomate e colliri – viene utilizzato nel trattamento gravi allergie, artrite, asma, sclerosi multipla, problematiche dermatologiche ma anche per altri numerosi altri disturbi.

Perché il sole è un problema

Il cortisone, come altri farmaci è altamente fotosensibilizzante: ha la caratteristica di reagire all’azione dei raggi solari, in particolare mostra una forte reattività ai raggi ultravioletti. Ne consegue che tali medicinali, utilizzati durante una prolungata esposizione al sole, possono provocare effetti indesiderati pericolosi per la salute. Le reazioni del corpo al sole (anche in caso di cielo coperto o sotto l’ombrellone) durante il trattamento a base di cortisone possono essere di due tipi: fototossiche e fotoallergiche.

Nel primo caso, molto più frequente, il farmaco, assorbendo le radiazioni solari, fa il pieno di energia che può danneggiare i tessuti, provocando la formazione di radicali liberi. Nel secondo caso, più comune nei soggetti predisposti, si manifestano (di solito entro 24-48 ore) i sintomi di una scottatura solare. Parliamo dunque di arrossamento, prurito, eritema, bruciore, ma anche vesciche, edema e iper-pigmentazione. Le due reazioni possono insorgere singolarmente o anche in contemporanea.

I consigli degli esperti

Appare evidente che durante il periodo estivo, per evitare di correre inutili rischi per la salute, se ci si vuole abbronzare, sarebbe opportuno evitare di assumere cortisone, soprattutto in forma di creme e pomate.

Tra l’altro, come ricorda anche professoressa Bianca Marasini, responsabile dell’Ambulatorio di Reumatologia di Humanitas Gavazzeni, durante il trattamento a base di cortisone “è bene ridurre l’esposizione al sole”. L’esperta aggiunge che “l’esposizione prolungata al sole è da evitare comunque in molte delle malattie reumatiche (proprio in quelle per la cui cura si utilizza il cortisone)”.

E se non si vuole rinunciare alla tintarella e si desidera comunque proseguire la cura prescritta? Basta parlarne con il proprio medico e/o farmacista, gli unici che sapranno indicare eventuali prodotti alternativi. In ogni caso, quando ci si espone al sole, è sempre necessario adottare tutte le necessarie precauzioni. Evitare le ore più calde della giornata, ad esempio e soprattutto applicare sulla pelle una crema solare con il fattore di protezione più adatto alla propria carnagione.

Francesca Caiazzo