Possono essere presenti nel nostro corpo fin dalla nascita o comparire in età adulta, sono fondamentalmente innocui ma se si infiammano, ad esempio, possono essere responsabili dell’insorgenza di disturbi. Parliamo dei diverticoli, piccole dilatazioni che si originano nell’intestino, in genere asintomatiche ma che possono creare problemi anche piuttosto seri. Ma cosa sono esattamente e che cosa comportano i diverticoli?

Cosa sono i diverticoli

I diverticoli sono delle piccole sacche che si formano sulla parete intestinale. La presenza di queste estroflessioni può manifestarsi lungo tutto il tratto intestinale, anche se la zona più comune è il colon, ovvero la parte terminale.

Come detto, possono essere congeniti e dunque essere presenti fin dalla nascita, ignorandone l’esistenza. In questo caso, generalmente, è coinvolta anche la parete muscolare e non solo quella intestinale. Ma i diverticoli possono comparire anche durante la crescita o in età adulta, interessando esclusivamente la tonaca mucosa e sierosa.

La presenza di tali estroflessioni, che può essere del tutto asintomatica, viene definita scientificamente come diverticolosi del colon. Sta a indicare cioè la comparsa dei diverticoli nel tratto intestinale.

Diverticolosi: quanto è diffusa

La diverticolosi, dunque, non è una malattia ma semplicemente una condizione, congenita o acquisita, che si presenta nell’intestino. La presenza dei diverticoli è molto diffusa tra la popolazione adulta tra i 40 e i 55 anni ma sono gli ultra settantenni ad esserne più predisposti all’insorgenza. Meno frequentemente, ma non di rado, la diverticolosi si registra in soggetti con età inferiore ai 30 anni.

I diverticoli possono rimanere asintomatici a lungo e di solito si scopre la loro presenza, per caso, in seguito ad altri esami diagnostici o di controllo, come la colonscopia. I pazienti possono scoprire di averli anche in seguito alla comparsa di alcuni sintomi, non esattamente specifici.

La diverticolite

Finché non danno origine a sintomi, dunque, si può tranquillamente convivere con i diverticoli. Ma può capitare che queste sacche si infiammino o siano oggetto di infezione, causando la diverticolite.

La sintomatologia della malattia diverticolare è piuttosto variegata e può essere spesso confusa con altre patologie. Essa comprende dolori e crampi addominali, meteorismo e flatulenza, episodi di stitichezza alternati a diarrea, ma anche febbre e sanguinamento intestinale.

Il quadro clinico della diverticolite acuta non è molto diverso da quello di una appendicite acuta, con la differenza che il dolore in caso di diverticolite è a sinistra, mentre nell’appendicite è a destraspiega il Prof. Giancarlo Roviaro dell’Istituto Auxologico Italiano.

Quando i sintomi non sono occasionali ma si manifestano ripetutamente nel tempo, la diverticolite passa da acuta a cronica. Solo la visita di uno specialista, che condurrà approfondimenti diagnostici di laboratorio e strumentali, può farci ottenere la corretta diagnosi. In seguito, verrà indicato il trattamento specifico per alleviare i sintomi e risolvere il problema.

Come intervenire

I problemi legati alla presenza di diverticoli sono essenzialmente legati alle cattive abitudini alimentari. A contribuire all’insorgenza della diverticolite, infatti, c’è soprattutto una dieta poco equilibrata. Vale a dire una alimentazione ricca di grassi e zuccheri ed eccessivamente carente di acqua e fibre.

Per questo, il primo passo per alleviare tale condizione è quello di cambiare il proprio stile di vita, iniziando da ciò che si mette a tavola. In caso di infezione, inoltre, il medico potrebbe prescrivere una cura antibiotica, che ha buone possibilità di far regredire il disturbo.

Diverticoli, quando è necessaria la chirurgia

Nell’eventualità di una infiammazione importante che potrebbe far peggiorare il quadro clinico, non è escluso però l’intervento chirurgico. La diverticolite, infatti, può originare diverse complicanze che possono essere risolte solo in sala operatoria. Tra queste, troviamo la peritonite perforativa, che è una condizione infiammatorie che coinvolge la membrana sierosa che riveste i visceri e la cavità peritoneale.

Tra le conseguenze dell’infiammazione dei diverticoli, ci sono anche la stenosi infiammatoria e l’enterorragia, che indicano rispettivamente restringimento e sanguinamento intestinale. Non rara è anche la fistolizzazione, ovvero la formazione di una fistola con gli organi vicini, generalmente la vescica e, nelle donne, la vagina.

Infine, sebbene poco frequente, la diverticolite potrebbe portare anche a una occlusione intestinale, che richiede un intervento chirurgico urgente.

Francesca Caiazzo