Il diabete è una patologia molto comune nel mondo occidentale/industrializzato, complice anche lo stile di vita e un’alimentazione abbastanza elaborata. Ma di cosa si tratta esattamente? Cosa si deve sapere per prevenire il diabete e per prendersi cura di te sé una volta diagnosticato il diabete?

Il diabete: cos’è

Il diabete è una patologia cronica che si manifesta con un’elevata presenza di zuccheri nel sangue, tecnicamente si parla anche di glicemia alta. Ad un elevato livello di glucosio nel sangue è collegata anche un’insufficienza di insulina o un cattivo funzionamento della stessa.

L’insulina, un ormone prodotto dal pancreas, ha il compito di trasformare il glucosio in fonte energetica. Quando c’è un cattivo funzionamento del pancreas i livelli di insulina prodotti possono essere bassi e ciò provoca un aumento della glicemia. 7In altri casi, invece, pur essendovi una normale produzione di insulina la quantità di carboidrati, scomposti dagli enzimi dell’apparato digerente in zuccheri, è eccessiva. Ciò avviene nel caso di consumo eccessivo di pasta, pane e dolci.

Quali sono i livelli di glicemia normali? Se nel sangue il livello di glicemia si aggira intorno ai 70-100 mg per 100 ml di sangue non c’è da preoccuparsi, in caso contrario si può anche parlare di diabete.

La successiva domanda che molti si pongono, complice anche una terminologia vasta utilizzata in ambito medico è: quanti tipi di diabete vi sono? In realtà si può parlare di due tipologie che saranno analizzate nel prosieguo della trattazione:

– il diabete mellito o di tipo 1;

– il diabete di tipo 2.

Vi sono inoltre altre forme che si manifestano in circostanze particolari come il diabete gestazionale, o gravidico, che si verifica in alcune donne negli ultimi mesi di gravidanza e il diabete insipido. È bene premettere che se anche a volte si sente parlare di diabete da stress in realtà si tratta sempre di diabete di tipo due.

Il diabete di tipo 1

Il diabete di tipo I è il meno frequente e viene anche denominato diabete autoimmune, o diabete infantile per la sua propensione a manifestarsi già in tenera età.

Questa forma di diabete viene anche denominata autoimmune perché è causata dalla produzione di auto-anticorpi che attaccano le cellule del pancreas deputate alla produzione di insulina. La conseguenza è una produzione ridotta di insulina e la conseguente incapacità di trasformare gli zuccheri derivati da carboidrati e gli amidi in energia. In questo modo gli zuccheri restano in circolo nel sangue e si ha diabete alto. Gli zuccheri che si accumulano e non vengono trasformati in energia, vengono eliminati con le urine, affaticando però i reni.

Il diabete di tipo I può a sua volta essere distinto in diverse forme. La prima forma si manifesta soprattutto nei bambini ed è caratterizzata da una progressione molto rapida, al punto che si parla anche di diabete fulminante. La seconda forma invece, denominata diabete autoimmune latente dell’adulto (LAD, o semplicemente diabete latente) si manifesta in maniera lentamente progressiva.

Le cause del diabete di tipo 1 ancora non sono ben conosciute, ma si suole parlare anche diabete ereditario, perché vi è un’elevata incidenza di familiarità. Inoltre tra le cause vi sono i fattori immunitari legati ad una difesa che l’organismo mette in atto contro virus e batteri, infine vi sono fattori ambientali.

Nel diabete di tipo I si parla anche di pazienti insulino-dipendenti in quanto è assolutamente necessario iniettare insulina al fine di evitare gli effetti negativi del diabete alto.

Il diabete mellito di tipo 2

Tale forma di diabete è di sicuro quella con una maggiore incidenza, infatti il 90% delle persone colpite da tale patologia ha proprio questa forma di iperglicemia. Il diabete di tipo II è causato da una produzione insufficiente di insulina, oppure la stessa non agisce in maniera soddisfacente: si parla anche di insulino-resistenza.

Nel diabete di tipo 2 le cause possono essere ascritte in due tipologie: ereditarie, cioè vi è un’elevata familiarità e quindi una certa predisposizione; o ambientali, cioè dovute al proprio stile di vita.

Nel primo caso, anche se non sono ben noti i meccanismi, si ritiene che il pancreas possa essere indebolito da fattori ereditari. Produce, di conseguenza, una quantità di insulina insufficiente a trasformare gli zuccheri e renderli disponibili sotto forma di energia. Nel secondo caso, invece, il livello di zuccheri è troppo alto rispetto a quello che l’insulina prodotta dal pancreas può produrre. Inoltre, a ridurre la produzione di insulina, vi possono essere anche altri fattori, ad esempio l’assunzione di determinati farmaci, l’invecchiamento o alcune patologie.

Diabete: sintomi

Come accorgersi che i livelli di glicemia sono troppo alti e quindi che vi è diabete? Solitamente quando si superano i 40 anni di età negli esami di routine il medico normalmente prescrive anche il controllo della glicemia. Se ciò non avviene o si ha un’età inferiore è possibile avvertire dei piccoli campanelli di allarme.

I sintomi iniziali del diabete sono un aumento della necessità di urinare, stanchezza, perdita di peso, febbre, secchezza cutanea. Con il tempo possono verificarsi disturbi visivi e difficoltà nella circolazione sanguigna. Si può arrivare a compromettere gravemente la vista al punto che spesso in caso di diabete la patente viene ritirata. Un’altra accoppiata frequente è diabete impotenza: il diabete elevato può portare infatti a difficoltà nelle erezioni.

Diabete e dieta

Quando viene diagnosticato il diabete è necessario modificare il proprio stile di vita, in particolare è necessario iniziare ad avere un’alimentazione regolare perdendo peso. Spesso, infatti, il diabete è associato ad obesità. È bene diminuire drasticamente la quantità di dolci ingeriti, ridurre le bibite zuccherine ed attenersi alla dieta fornita dal proprio diabetologo. La corretta alimentazione deve essere accompagnata anche da esercizio fisico perché diabete e sport sono antagonisti. Andare in palestra 5 volte a settimane aiuta a mantenere sotto controllo i livelli di glicemia.

Quali cibi evitare e quali consumare?

Tra gli alimenti da evitare in caso di diabete vi sono le banane, che hanno un elevato apporto di zuccheri, ma anche cachi, frutta secca, fichi e pesche sciroppate. A questo punto, quali frutti mangiare? In caso di diabete alto è possibile mangiare mele, pesche, albicocche, arance, nespole, fragole, lamponi, stando però sempre attenti alle quantità.

Anche se è necessario un uso moderato, in caso di diabete è possibile bere vino perché le ricerche dimostrano che questa bevanda può portare ad un aumento della risposta insulinica. Via libera, con moderazione, anche per la birra. Uno studio condotto negli Stati Uniti e pubblicato sul Journal of American Medical Association rivela che due bicchieri al giorno di bibite a basso contenuto alcolico, come la birra, aiutano a proteggere il sistema cardiovascolare dagli effetti del diabete mellito di tipo II.

Zucchero bianco o zucchero di canna?

Tra i miti da sfatare in caso di diabete vi è quello che associa il diabete allo zucchero di canna ritenendolo migliore rispetto allo zucchero bianco solitamente usato. In realtà anche lo zucchero di canna contribuisce ad aumentare i livelli di glicemia. A questo punto quale zucchero usare in caso di diabete? La ricerca scientifica ha portato novità nel diabete: ha dimostrato che lo zucchero di stevia, avendo un indice glicemico nullo, può essere utilizzato dai diabetici.

Zenzero e cereali integrali

Un valido aiuto per tenere sotto controllo in modo naturale il diabete è lo zenzero in quanto capace di assorbire il glucosio. La polvere di zenzero è ottima anche per dare sapore alle pietanze. Tra i prodotti che possono essere consumati in caso di diabete vi sono pasta integrale, riso integrale e cereali. Si tratta di carboidrati, ma il loro indice glicemico è più basso rispetto a quello dei cereali raffinati contenuti in pasta e riso non integrali. Tra i cereali anche la quinoa può portare benefici in quanto ha un basso indice glicemico.

Altri fattori ambientali che scatenano il diabete

Oltre all’alimentazione cattiva e a fattori ereditari possono portare a diabete alto anche alcuni farmaci.

Solitamente si parla anche di diabete da cortisone: i cortisonici sono i farmaci che più di altri portano ad un aumento dei livelli di glicemia nel sangue.

Tra i farmaci da evitare in caso di diabete vi sono anche gli antipsicotici.

Interazioni importanti vi possono essere con gli inibitori della proteasi e della transcrittasi inversa, solitamente assunti per tenere sotto controllo l’HIV.

Come diagnosticare il diabete

Nel caso in cui si sospetti di avere il diabete, quali esami si eseguono?

Per avere una diagnosi del diabete basta un semplice esame del sangue. Attraverso le analisi si valuta quindi il livello di glicemia nel sangue. Può essere prescritto anche un esame delle urine.

In caso di esito positivo saranno probabilmente prescritti ulteriori esami per valutare lo stato di salute degli organi che potrebbero essere stati compromessi dal diabete.

Glucometro

Glucometro: lo strumento per misurare la glicemia all’interno del sangue.

Diabete: cura

Quando la dieta è insufficiente a ridurre i livelli della glicemia può essere necessario procedere all’assunzione di farmaci. Tra questi l’insulina, che prevede un vero e proprio piano terapeutico da seguire in modo dettagliato con i controlli quotidiani dei livelli di zuccheri nel sangue.

Quando si somministra insulina è necessario rilevare in modo costante il diabete con strumenti specifici. Deve essere misurato il livello di glicemia a stomaco vuoto, al mattino presto prima della colazione, e il diabete postprandiale. In base ai dati rilevati è necessario preparare la giusta quantità di insulina. Sarà il medico a stabilire il piano terapeutico con dosi e modalità di rilevazione della glicemia. L’insulina ha comunque i suoi lati negativi, infatti, potrebbe portare ad un eccesso di diabete basso, in questi casi è necessario assumere una piccola quantità di zucchero che porterà la glicemia a livelli normali.

Per tenere sotto controllo il diabete è necessario anche controllare lo stress. Non è errato parlare di diabete da stress, questo è causato da un’alterazione nella produzione ormonale dovuta ad un elevato livello di stress psico-fisico, ad esempio dovuto ad un evento traumatico o alla scoperta di una patologia.

Conseguenze del diabete

Il diabete è una patologia subdola perché inizialmente non vi sono particolari sintomi. Non si avverte dolore fisico e quindi molti tendono a trascurare il problema, in realtà con il tempo danneggia tessuti ed organi.

In particolare tra le conseguenze del diabete vi è la cattiva circolazione. Questa può a sua volta danneggiare gli occhi portando fino ad una perdita di vista.

La cattiva circolazione è anche causa di complicanze come ulcere e cancrena agli arti inferiori fino a dover intervenire con amputazione degli arti.

Danni possono esservi anche a nervi, cuore e reni.

Queste sono solo alcune complicanze del diabete. La prevenzione è quindi fondamentale soprattutto nei casi in cui vi è familiarità o quando si tende ad avere vita sedentaria e alimentazione scorretta.

Quanto si vive con il diabete? Se il diabete viene diagnosticato agli esordi e si ha uno stile di vita adeguato, è possibile essere longevi.

Costanza Gori