L’emicrania oftalmica si presenta con disturbi visivi e con fenomeni di origine neurologica ad esso associati. Gli episodi di emicrania in questo caso durano per circa 15 minuti, ma a volte si protraggono anche per alcune ore. 

Cos’è l’emicrania oftalmica

L’emicrania oftalmica è un mal di testa che si presenta insieme a disturbi visivi e neurologici. Chi ne soffre infatti non prova solo dolore alla testa, ma ha anche problemi visivi come un’elevata sensibilità alla luce. Oltre a questo, spesso i pazienti vedono dei lampi di luce o scie luminose. In altri casi invece succede di vedere macchioline nere o macchioline colorate. Gli episodi di emicrania in questo caso durano in media 15 minuti e in genere non si protraggono per più di un’ora. In contemporanea al mal di testa e alle manifestazioni appena descritte, c’è anche un abbassamento visivo.

Si tratta di un problema molto fastidioso che non di rado costringe chi ne soffre a stare lontano da fonti luminose e a trascorrere diverso tempo a riposo. In generale comunque non è una condizione clinica troppo grave, ma chiaramente è bene che i medici valutino i singoli casi. Solo imparando a conoscere le cause si può affrontare correttamente riducendone la frequenza degli attacchi.

Nel caso in cui il medico diagnostichi questo tipo di disturbo, è bene che il paziente si rechi dall’oculista per una visita approfondita. Solo in questo modo infatti si possono escludere problemi gravi agli occhi. Il medico curante deve anche escludere la presenza di ictus, trauma cranici, dissezione carotidea e neurite ottica.

Cause principali del problema

Sono davvero numerose le ricerche che hanno cercato di comprendere quali sono le principali cause del problema. Fino ad oggi però non sono ancora stati identificati con certezza i meccanismi che provocano la patologia. Per ora ci sono comunque due diverse teorie che cercano di spiegare le origini dell’emicrania oftalmica.

La prima è una teoria genetica che vede come causa principale l’ereditarietà del problema. Secondo questa visione quindi la patologia sarebbe trasmessa familiarmente.

La seconda è una teoria vascolare che ritiene che la causa del problema sia da trovarsi in una costrizione improvvisa nella zona del bulbo oculare. Questa andrebbe a ridurre il flusso di sangue a livello dell’occhio e di conseguenza provocherebbe il dolore alla testa.

La cefalea oftalmica può anche essere provocata da alcune patologie visive come miopia, ipermetropia e astigmatismo non curati. Anche nel caso di grande affaticamento agli occhi (astenopia) oppure di malattie come la cataratta esiste la possibilità di soffrire del problema in questione.

Alla base del problema ci può poi essere un’infiammazione del nervo trigemino oppure la presenza di malattie sistemiche che intaccano l’organismo. Le persone che soffrono di ipertensione e le persone che soffrono di iperglicemia non di rado devono fare i conti con il disturbo.

L’emicrania oftalmica ha anche dei fattori che la possono scatenare più facilmente. L’assunzione di alcune tipologie di farmaci, un periodo di stress eccessivo, la scarsa qualità del sonno e il nervosismo sono fattori scatenanti. Le persone che soffrono di fluttuazioni dei livelli di ormoni sono più a rischio. Per cui le donne che sono in menopausa oppure le donne durante il ciclo mestruale sono maggiormente esposte.

Anche la disidratazioneun’alimentazione non equilibrata possono provocare il problema. Nei periodi di grande caldo e in altitudini elevate c’è poi più possibilità di dover fare i conti con questo problema.

Quali sono i sintomi dell’emicrania oftalmica

L’emicrania oftalmica si manifesta di solito come un mal di testa d’intensità da moderata a grave con la sensazione che la testa pulsi. Questo dolore è accompagnato da dei cambiamenti della visione legati a un unico occhio. In genere il problema riguarda sempre lo stesso occhio. In particolare questi problemi di solito sono lacrimazione eccessiva, rossore oculare, gonfiore dell’occhio e perdita o alterazione momentanea della visione. Inoltre è tipica anche la visione di lampi di luce (fosfeni) e sensazione di fastidio all’occhio dovuto all’esposizione a luce (fotofobia). A volte chi soffre del problema vede anche macchie nere oppure colorato nel proprio campo visivo (scotomi).

In caso di esposizione a luci forti quindi si ha un peggioramento dei sintomi. Nel caso di esposizione a odori e rumori molto forti si prova un grande senso di fastidio in quanto c’è un’ipersensibilità.

Possono anche esserci altri disturbi associati alla patologia e questi aumentano nel caso di sforzo fisico anche se lieve come camminare oppure salire gli scalini. In questi casi spesso si hanno nausea, vomito, vertigini, senso di debolezza generalizzato e difficoltà a muoversi come sempre.

Sono alquanto frequenti anche sensazioni di intorpidimento, formicolii, riduzione della sensibilità agli arti oppure a metà del corpo e problemi di afasia.

In generale comunque tutti i sintomi hanno una durata piuttosto breve, infatti dopo di circa 5/20 minuti tendono a scomparire. Il mal di testa invece può continuare anche fino a qualche giorno, ma in questo caso non accompagnato da sintomi secondari. Nel caso in cui i problemi si protraggano per un arco di tempo superiore è bene riferirlo al proprio medico. Gli episodi di cefalea oftalmica avvengono di solito ogni pochi mesi. In realtà comunque la frequenza tende a variare di caso in caso.

Rimedi contro questo tipo di emicrania

I rimedi contro questa tipologia di emicrania punta per prima cosa sulla correzione dei vizi refrattivi. In particolare si punterà sull’utilizzo di occhiali da vista, lenti a contatto oppure si farà ricorso a un trattamento laser.

Per risolvere il problema del dolore invece il medico prescriverà dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) come l’aspirina e l’ibuprofene. Oltre a questi medicinali sono spesso prescritti anche beta-bloccanti e calcio-antagonisti con lo scopo di rilassare i vasi sanguigni che si trovano nel cervello. Nel caso in cui l’emicrania oftalmia sia causata dalla vasodilatazione, di solito il medico prescrive ergotamina o triptani.

Allo scopo di prevenire le crisi di questo problema, si utilizza una profilassi basata su farmaci anti-convulsionanti e su farmaci antidepressivi.

Elisa Cardelli