Gli eosinofili sono cellule appartenenti al gruppo dei globuli bianchi (detti leucociti), ossia quelle cellule presenti nel sangue, note per l’importante ruolo nella risposta immunitaria. In particolare, gli eosinofili rivestono un ruolo importante nella risposta e difesa dell’organismo, in caso di reazione allergiche, di asma ed infezioni da parassiti.

Le caratteristiche

Queste cellule appartengono alla classe granulociti, come anche i basofili e i neutrofili. In particolare i granulociti eosinofili assumono questa denominazione perché al loro interno, sono presenti dei granuli, in grado di legarsi ad una sostanza chiamata eosina, in grado di conferire agli eosinofili una colorazione rosso-arancio.

I granuli contengono una serie di composti chimici attivi, che sono liberati all’esterno delle cellule in modo selettivo, in quelle situazioni in cui gli eosinofili agiscono come cellule immunitarie. Si tratta di enzimi e di alcune molecole proteiche specifiche.

Gli effetti

A seconda del meccanismo di azione esercitato da questi composti, si possono avere differenti effetti:

–       Un effetto lesivo nei confronti di eventuali parassiti, che vengono resi incapaci di danneggiare l’organismo ospite.
–       Una funzione protettiva nei confronti di eventuali sostanze dannose rilasciate dai parassiti e/o in corso di infezioni parassitarie, impedendo che queste esercitino la loro azione negativa sull’organismo.
–       Una azione modulatrice rispetto al rilascio di molecole di natura pro-infiammatoria da parte di altre cellule del sistema immunitario. Un esempio è dato dall’istamina prodotta dai granulociti basofili, in caso di reazione allergica.
–       Una funzione regolatrice dei processi fisiologici di altre tipologie di cellule.

Queste capacità mostrate dagli eosinofili si rivelano molto utili in situazioni di parassitosi, come nel caso di presenza di parassiti (vermi) intestinali.

Gli eosinofili sono prodotti dal midollo osseo, a partire dalle cellule staminali, come avviene per i globuli rossi (detti eritrociti) e per le piastrine. Normalmente gli eosinofili maturano in 5-6 giorni, dopo di che migrano nel circolo ematico, ove permangono per alcune ore. Normalmente nel sangue sono presenti circa 100-500 eosinofili per millimetro cubo, questo numero è di gran lunga maggiore nei tessuti dell’organismo. Andranno poi a localizzarsi nei tessuti nei quali svolgono le loro funzioni, completando così il loro ciclo vitale che dura in media circa 8-15 giorni.

Dove si trovano

Si può affermare, quindi, che gli eosinofili sono poco presenti nel sangue circolante, dove costituiscono tra l’1% e il 6% del totale dei globuli bianchi. Invece sono maggiormente presenti in altri distretti dell’organismo, in quelle zone a maggiore contatto con l’ambiente esterno, come ad esempio la cute, il tratto respiratorio, il tratto digerente e le vie genito-urinarie.

Difatti, nella maggioranza dei casi gli organi destinatari sono quelli caratterizzati da presenza di tessuto connettivo, come nel derma (strato sottostante la cute o epidermide) o nello strato sottostante alle mucose superficiali dell’apparato respiratorio, genitourinario e gastroenterico. La durata di queste cellule può essere diversa in base alle necessità cui va incontro l’organismo. Se si rende necessario l’intervento degli eosinofili in uno o più distretti dell’organismo, queste cellule potranno essere immediatamente attivate non appena immense nel circolo sanguigno.

Di norma, l’organismo è in grado di garantire un equilibrio di produzione degli eosinofili a livello del midollo osseo, di rilascio delle cellule stesse, di permanenza nel sangue e di migrazione nei vari tessuti. Se invece l’organismo dovesse trovarsi in situazioni di necessità, per esempio di attivazione della risposta immunitaria (per esempio in caso di parassitosi o reazione allergica acuta), si riscontrerà una accelerazione del loro passaggio dal midollo osseo al sangue, una più rapida e/o diversa redistribuzione tra sangue e tessuti, un aumento della sopravvivenza di queste cellule.

Ipereosinofilia, le cause

In questi casi, a livello del circolo ematico, si riscontra, quindi, una elevata conta degli eosinofili. Si può affermare che le cause più comuni dell’ipereosinofilia sono i disturbi allergici, le infezioni parassitarie, ma anche alcuni tumori. I disturbi allergici come asma, rinite allergica e dermatite atopica, spesso aumentano il numero degli eosinofili.

Lo stesso accade con i parassiti che invadono i tessuti dell’organismo. Ma anche nel caso di alcune forme tumorali come il linfoma di Hodgkin, la leucemia e alcune malattie mieloproliferative (ossia proliferazioni anomale delle cellule del midollo osseo). Se l’aumento della conta degli eosinofili è lieve, il soggetto non manifesta sintomi e l’alterazione viene riscontrata solo attraverso gli esami ematochimici.

Se invece, l’aumento è considerevole, si va incontro all’infiammazione dei tessuti in cui queste cellule risiedono, con conseguente danni agli organi. Ad essere più colpiti sono il cuore, i polmoni, la cute, il sistema nervoso, ma qualsiasi organo può essere colpito. Ma quali sono i sintomi dell’ipereosinofilia?

Ipereosinofilia, quando si verifica

La sindrome ipereosinofilia si verifica quando il numero di queste cellule supera le 1500 cellule per metro cubo di sangue per un periodo superiore a sei mesi senza una causa evidente. I sintomi variano in base all’organo interessato dal problema.

Ad esempio, se il problema riguarda la cute, la manifestazione più evidente sarà l’eruzione cutanea; se interessa i polmoni, si avranno dispnea e respiro sibilante; se il problema riguarda il cuore, si avranno dispnea e astenia (sintomi molto comuni nell’insufficienza cardiaca); se ad essere colpito è l’apparato gastro-enterico, i sintomi più comuni saranno fastidi e dolori a livello della gola e dello stomaco.

Alcuni sintomi piuttosto comuni alle varie forme della sindrome eosinofila sono il calo ponderale, la febbre, la sudorazione notturna, l’astenia, la tosse, il dolore toracico, il gonfiore, la gastralgia, il senso di debolezza, lo stato confusionale.

Le patologie legate agli eosinofili vengono classificate in base all’area in cui i livelli di queste cellule risultano elevati. Infatti si parlerà di: polmonite eosinofili se interessa i polmoni, cardiomiopatia eosinofila se interessa il cuore (ma anche endocardite, formazione di trombi, insufficienza cardiaca, infarto e malfunzionamento delle valvole cardiache), esofagite eosinofila se riguarda l’esofago; gastrite eosinofila se riguarda lo stomaco, enterite eosinofila se interessa l’intestino tenue ed infine colite eosinofila se riguarda l’intestino crasso.

Ipereosinofilia, come si individua

Per individuare l’infiammazione da questi globuli bianchi, è necessario eseguire degli accertamenti diagnostici indicati dal proprio medico, finalizzati ad escludere la presenza di parassiti e reazioni allergiche. Sarà sempre il medico ad indicare la terapia farmacologica più opportuna, che spesso è a base di corticosteroidi orali o di tipo chemioterapico. I pazienti con questa sindrome richiedono un monitoraggio costante da parte del proprio medico per ovviare ad eventuali complicanze.

Eosinopenia, che cos’è

Accanto ai casi di alta conta degli eosinofili, esistono anche casi di bassa conta di queste cellule, definita eosinopenia. Questa sindrome si verifica in una malattia chiamata sindrome di Cushing (legata ad alti livelli del cortisolo), nelle infezioni ematiche (note anche come sepsi) e durante il trattamento con farmaci corticosteroidi.

Le situazioni di carenze (con valori inferiori ai 350 milioni di cellule per metro cubo di sangue), rilevate sempre tramite esami ematochimici, solitamente non causano generalmente problemi, perché il sistema immunitario interviene a compensare adeguatamente.

È bene ricordare che, come per altri indicatori dello stato di salute, vi sono variazioni nel corso della giornata, nel corso delle stagioni e per effetto di variazioni ormonali. Ma quando si verifica un abbassamento dei valori ematici di eosinofili?

Sicuramente la donna nel periodo della gravidanza può andar incontro ad un fisiologico abbassamento dei valori degli eosinofili, per consentire una adeguata crescita fetale. Ma anche durante il ciclo mestruale, la donna può manifestare un transitorio abbassamento dei valori ematochimici di queste cellule.

Una delle cause più comuni di abbassamento dei valori di questi globuli bianchi è data dallo stress psico-fisico; da non dimenticare le carenze generate da alcuni farmaci, come anche da radio e chemioterapia. Anche nel caso di bassi valori di eosinofili è bene rivolgersi al proprio medico di fiducia e seguire le indicazioni in termini di cicli di monitoraggio e/o eventuali terapie da seguire.

Maria Paola Zampella