In estate si è spesso soggetti ad alcune tipologie di infezioni, legata principalmente al caldo. In particolare alcune di queste infezioni si possono contrarre più facilmente quando si è al mare e si passa molto tempo in spiaggia. Si tratta generalmente di infezioni batteriche, virali e di micosi, che possono colpire varie parti del corpo, in particolare il tratto genito-urinario. Vediamo, allora quali sono le più frequenti e come possiamo prevenirle e trattarle con rimedi naturali.

Sicuramente una delle infezioni più diffuse è l’impetigine, una infezione di tipo batterico frequente nei bambini con meno di 10 anni. È considerata una forma superficiale di piodermite, termine che sta ad indicare le infezioni batteriche a carico della pelle. Si caratterizza per la presenza di piccole macchie rosse e di bollicine, da trattare con farmaci antibiotici ed antisettici ad uso topico, prescritti dal medico. Il farmaco ad uso orale maggiormente impiegato è l’amoxicillina associata ad acido clavulanico. Di solito le macchie e le bollicine scompaiono in pochi giorni, solitamente 4-8 giorni. È bene ricordare che l’impetigine non è assolutamente dovuta a scarse condizioni igieniche, ma può essere legata ai microrganismi presenti nella sabbia, sulle sdraio, sui lettini, su passerelle, sulle docce e sui bordi piscina. È una infezione piuttosto contagiosa, legata da due batteri, lo Streptococcus beta-emolitico di gruppo a e lo Staphilococcus aureus.

Il contagio tramite sabbia, stradio e resto, si verifica anche per le micosi. I funghi responsabili di queste infezioni sono molto resistenti e possono trasmettersi sia per contatto diretto con le superfici contaminate sia per contatto con le persone affette da micosi. Gli agenti responsabili delle micosi cutanee sono il Trichophyton rubrum e l’interdigitalis. Anche la micosi è piuttosto contagiosa ed è legata, inoltre, allo scarso rispetto delle norme igieniche. Si presenta come chiazze eritemato-squamose, localizzate principalmente sotto la pianta dei piedi o sul palmo delle mani, oltre che a livello interdigitale. Sono spesso molto fastidiose e pruriginose. Il trattamento farmacologico, sempre su prescrizione medica, prevede l’utilizzo topico di creme antimicotiche. Ci si orienta sulla terapia orale, qualora vi sia una resistenza alla terapia locale oppure quando le lesioni sono ampiamente diffuse lungo il corpo o interessano anche i bulbi piliferi. Una buona strategia per prevenire le micosi, ed evitare il contagio, consiste nell’asciugarsi bene dopo la doccia, soprattutto nelle pieghe della pelle, ove può ristagnare umidità, che favorisce l’insorgenza di micosi. Inoltre, è consigliabile farsi più docce al mare o in piscina, applicare creme idranti e protettive, utilizzare sempre le ciabatte quando si usano le docce pubbliche e coprire sdraio e sedie con il proprio tela da spiaggia. Inutile dire che non si devono scambiare asciugamani e spazzole. A livello genito-urinario è bene curare maggiormente l’igiene personale, soprattutto dopo il bagno; oltre che l’idratazione e la propria alimentazione per prevenire l’insorgenza di cistiti. Un’ottima strategia consiste nel lavare il costume con detergenti ad azione disinfettante; assumere probiotici specifici per tutto il periodo estivo e prima di partire fare un ciclo di trattamento con degli integratori di mirtillo rosso.

Un’altra problematica molto comune in estate è rappresentata dalla gastroenterite infettiva di natura virale o batterica, la diarrea del viaggiatore e le intossicazioni alimentari. Sono dovuta a virus come il Rotavirus, il Norovirus, l’Adenovirus e a batteri come l’Echerichia coli, la Salmonella, la Shigella e il Campylobacter. Questi patogeni causano diarrea, nausea, vomito e disidratazione. In particolare l’E.coli è spesso implicato nella diarrea del viaggiatore, come anche alcuni parassiti (la Giardia, l’Entamoeba histolytica, etc.). Queste infezioni sono piuttosto diffuse, soprattutto in alcune aree geografiche come l’Africa, l’America Centrale, l’America latina, l’Asia e il Medio Oriente. In caso di insorgenza del problema è bene mantenere una adeguata idratazione, consumare pasti leggeri e assumere dei probiotici specifici per ridurre le scariche diarroiche e ripristinare l’equilibrio del microbioma.

Molto comune è anche l’epatite A, una infezione virale a trasmissione oro-fecale, spesso legata all’ingestione di molluschi bivalvi non adeguatamente cotti. A volte l’infezione è asintomatica, spesso invece causa diarrea e nausea, con trasmissione del virus per via fecale per ben due settimane. Da non dimenticare le infezioni da Salmonelle non tifoidee: sono batteri ubiquitari nei prodotti di origine animale, in particolare uova e pollame, ma che possono ritrovarsi anche nei prodotti di origine vegetale e nell’acqua se veicolate da animali infetti. I batteri appartenenti a questo genere sono responsabili anche della febbre tifoidea: la Salmonella typhi e paratyphi, maggiormente diffusi in Asia. Prestare maggiore attenzione, quindi, quando si trascorrono le vacanze estive in queste zone.

Per quanto riguarda le intossicazioni alimentari, anch’esse piuttosto contagiose, uno dei maggiori responsabili, è lo Staphylococcus aureus, che causa intossicazioni che si manifestano entro 24-48 ore dall’assunzione dell’alimento contaminato. Scatena diarrea, vomito, dolori addominali, a volte febbre, disidratazione. Si previene attraverso il rispetto di norme igieniche di base e adottando alcuni semplici accorgimenti quando si viaggia e si soggiorna in zone con scarse condizioni igieniche. Ricordarsi quindi, in questi casi, di bere solo acqua imbottigliata, evitare di consumare verdura cruda, frutta sbucciata e di far inserire il ghiaccio nelle bevande. Evitare i molluschi bivalvi e i mitili crudi, non condividere tovaglioli, bicchieri, posate e stoviglie; lavarsi sempre le mani con acqua e sapone e, se del caso, usare un disinfettante a base di clorexidina.

Un altro problema molto diffuso sono le reazioni da contatto in caso di punture di meduse e tracine. Queste ultime sono pesci che si trovano sotto la sabbia, vicino alla riva. Le punture di medusa, in particolare quelle di Pelagia nucticola, molto velenosa e diffusa nel Mediterraneo, causano un dolore bruciante ed un prurito intenso. Sulla pelle permane una zona eritematosa ed edematosa. La tracina causa dolore intenso, che persiste per alcune ore, e la zona della puntura rimane gonfia ed arrossata. in caso di puntura di medusa, bisogna disinfettare con acqua di mare e bicarbonato, successivamente è consigliabile applicare dei gel a base di cloruro di alluminio. Nel caso di puntura di tracina, bisogna metter il piede sotto la sabbia calda o tamponarlo con acqua bollente: il calore riduce il dolore causato dalle tossine. In entrambi i casi non usare ammoniaca, limone, aceto o alcool sulla zona della puntura; non strofinare e/o grattare per non mandare in circolo le tossine; non rimuovere autonomamente i frammenti di tentacoli; non usare ghiaccio per lenire il dolore. È sempre bene rivolgersi ad un medico per capire se occorre un prodotto medico ad uso topico. Anche le punture di insetti, api e vespe sono piuttosto comuni nelle località marittime e, in alcuni casi, possono causare eruzioni con ponfi, infezioni e shock anafilattico, in soggetti allergici. In questi casi è bene agire preventivamente con prodotti repellenti per gli insetti da applicare sugli abiti, sulla cute e da tenere negli ambienti. In gran parte dei casi le reazioni da puntura di insetto sono: arrossamento, gonfiore nella zona della puntura, fastidio o dolore che si risolvono completamente in 5-10 giorni; febbre e sensazione di malessere, che di solito scompaiono abbastanza rapidamente. In tutti questi casi è sufficiente una pomata anti-istaminica per il prurito; se c’è febbre e molto dolore un antifebbrile sempre previo consulto medico. Nei casi gravi, quelli con anafilassi, si possono riscontrare sincope, ipotensione, collasso, associati a disturbi respiratori o coliche addominali o diarrea. In questi casi, è fondamentale un intervento terapeutico tempestivo: la somministrazione di adrenalina a livello di pronto soccorso ospedaliero.

 

Maria Paola Zampella