Cos’è la tiroide

La tiroide è una ghiandola endocrina a forma di farfalla, posizionata alla base della gola e suddivisa in due lobi, quello destro e quello sinistro.

Tale ghiandola assolve un ruolo vitale per il funzionamento dell’organismo umano, in quanto influenza direttamente lo sviluppo scheletrico e cerebrale, inoltre concorre in maniera decisa alla regolazione del metabolismo corporeo e allo sviluppo di pelle e tessuti.

In virtù delle importanti funzioni assolte da tale ghiandola, va da sé che essa deve funzionare in maniera ineccepibile, con il sincronismo di un orologio svizzero.

Se ciò non avviene, subentrano dei gravi disturbi che a lungo andare, se non riconosciuti e diagnosticati per tempo, possono determinare ancor più gravi conseguenze.

Per tale ragione è importante prestare attenzione da subito a tutti i potenziali sintomi di una tiroide mal funzionante.
Ipotiroidismo o ipertiroidismo? Impariamo a riconoscere e distinguere tra loro i due disturbi.

L’ipertiroidismo

Quando la tiroide non è sufficientemente funzionante si parla di ipotiroidismo; al contrario, in caso di eccessiva attività della ghiandola abbiamo a che fare con l’ipertiroidismo.

Malgrado questo articolo si focalizzi principalmente sulla prima delle due disfunzioni, è doveroso dare qualche accenno anche sulla seconda principalmente per non confonderle tra loro.

L’iperattività della tiroide provoca un vertiginoso aumento degli ormoni in circolo, regolatori del nostro metabolismo; conseguenza diretta dell’ipertiroidismo è dunque un aumento abnorme di molte reazioni metaboliche.

I sintomi dell’ipertiroidismo

Tra i sintomi più frequenti ritroviamo:

  • Un improvviso dimagrimento malgrado si registri un anomalo aumento dell’appetito;
  • Alterazioni della frequenza cardiaca, sovente accompagnate anche da tachicardia e dalla comparsa del battito cardiaco accelerato;
  • Ansia e nervosismo, che producono talvolta anche fenomeni d’insonnia;
  • Tremori e formicolio alle mani;
  • Stanchezza e debolezza muscolare;
  • Intolleranza al caldo accompagnata da eccessiva sudorazione;
  • Abnorme ingrossamento e gonfiore della ghiandola tiroidea, accompagnata dalla comparsa del cosiddetto gozzo.
  • Talvolta il paziente affetto da ipertiroidismo può presentarsi con gli occhi gonfi: non è raro che la presenza dei bulbi oculari sporgenti sia accompagnata anche da manifestazioni di dolore agli stessi e disturbi alla vista.

 

Quando i sintomi invece risultano lievi o del tutto assenti, si è soliti parlare di ipertiroidismo subclinico.

L’ipotiroidismo

L’ipotiroidismo è la drastica riduzione della produzione degli ormoni tiroidei che regolano il metabolismo: la tiroxina e la levotiroxina.

Sintomi

I sintomi dell’ipotiroidismo talvolta possono essere simili a quelli dell’ipertiroidismo, ma sovente risultano invece complementari e opposti.

Aumento di peso

Ecco dunque che se la precedente disfunzione faceva dimagrire, il rallentamento del metabolismo proprio dell’ipotiroidismo è spesso accompagnato da un aumento del peso corporeo.

Lecito chiedersi dunque, quanto si ingrassa? La risposta non è univoca ma soggettiva, la disfunzione può far ingrassare anche di diversi kg ma in maniera differente i vari pazienti.

Quel che però è un dato di fatto accertato, sebbene non valga universalmente per tutti, è che l’ipotiroidismo può essere una tra le principali cause di obesità, in contrapposizione con l’improvvisa e repentina magrezza provocata dall’ipertiroidismo.

Altri sintomi

Altra differenza tra le due disfunzioni è che se l’ipertiroidismo provocava sudorazione e vampate di calore, tra i sintomi ricorrenti dell’ipotiroidismo vi è la sensazione di freddo accompagnata da brividi.

Inoltre, possono insorgere complicazioni intestinali quali stitichezza e diarrea.

Lo stravolgimento ormonale prodotto dall’ipotiroidismo può alterare il ciclo mestruale rendendolo più frequente, determinare la comparsa di brufoli e la caduta dei capelli.

Un falso luogo comune tende ad associare alle conseguenze dell’ipotiroidismo diverse forme di ritardo mentale. Si tratta chiaramente di una visione esagerata, ciò non toglie però che l’ipotiroidismo grave può avere tra i suoi sintomi o tra i suoi effetti disturbi psico neurologici che spaziano dall’eccessiva sonnolenza agli sbalzi di umore e alla depressione, dalle difficoltà di concentrazione ai disturbi della memoria.

Infine tra i molteplici sintomi si possono annoverare anche cute secca e ruvida, lingua gonfia o più in generale gonfiore diffuso del viso, raucedine.

Come avviene la diagnosi?

Il modo migliore per avere la certezza della diagnosi di ipotiroidismo lieve o grave che sia, è sottoporsi ad analisi mirate.

Gli esami per ipotiroidismo svolti in laboratorio, analizzano i valori del sangue nel paziente, comparandoli con specifici valori di riferimento.

Quali esami fare nello specifico?

Il più accurato è quello che, attraverso un semplice prelievo, esamina i valori tsh (un particolare ormone che, a sua volta, stimola la produzione ormonale della tiroide).

Se il tsh è ridotto significa che la ghiandola sta lavorando troppo, il tsh alto indica che la tiroide sta lavorando a regime ridotto e siamo in presenza di un problema di ipotiroidismo.

In caso di riscontro di ipotiroidismo può essere utile eseguire il dosaggio degli anticorpi anti-tiroide, in particolare degli Ab anti-TPO, per escludere la presenza tra le sue cause di un’eventuale malattia autoimmune.

Tiroidite di Hashimoto

Riagganciandoci al precedente accenno alle malattie autoimmuni, soffermiamoci ad esaminare le cause dei processi infiammatori responsabili della tiroide ingrossata.

La più comune è la tiroidite di Hashimoto, un’anomalia del sistema immunitario che è tra le cause più frequenti di ipotiroidismo soprattutto tra la popolazione femminile.

I fattori scatenanti dell’ipotiroidismo autoimmune sono tuttora sconosciuti, sebbene non è da escludere che esistano componenti di rischio legati alla familiarità ma anche ad un deficit di iodio a livello organico.

L’ipotiroidismo di Hashimoto spesso si presenta in maniera asintomatica, in tal caso, al pari di quanto già detto per l’ipertiroidismo, si parla di ipotiroidismo subclinico.

Una situazione del genere rende più difficile l’identificazione e la diagnosi, con il successivo insorgere di tutte le eventuali complicazioni connesse all’ipotiroidismo non curato, che spaziano dall’anemia alle gravi patologie cardiache.

Altre varianti di ipotiroidismo

Quando la produzione inadeguata di ormoni non è congenita, ma si verifica a partire da un determinato frangente della vita del paziente, a causa di particolari situazioni concomitanti, si tende a parlare di ipotiroidismo acquisito.

Le cause possono essere molteplici e spaziano dall’insorgenza di noduli o di un tumore (in tal caso la disfunzione della ghiandola potrebbe persistere anche dopo che il tumore stesso è stato trattato e curato) alla comune gravidanza delle donne.

Quest’ultimo, sovente, è una forma di ipotiroidismo transitorio, vale a dire che il manifestarsi di forme di ipotiroidismo lieve in gravidanza tende a scomparire dopo il parto, quando il ciclo ormonale della neo mamma si è riequilibrato.

Un altro fattore ormonale che può essere causa di ipotiroidismo acquisito nelle donne è la menopausa.

Un’ulteriore forma indotta del disturbo è il cosiddetto ipotiroidismo da amiodarone: si tratta di un effetto collaterale legato appunto all’assunzione di amiodarone, una sostanza presente in molti farmaci utilizzati nelle terapie ventricolari.

È una delle manifestazioni più comuni di ipotiroidismo iatrogeno, vale a dire scatenate dall’assunzione di farmaci legati ad altri trattamenti terapeutici.

Si parla invece di ipotiroidismo congenito quando i sintomi si manifestano in fase neonatale; è una tra le varianti più rare di questa disfunzione tuttavia, l’ipotiroidismo infantile può essere causa di gravi deficit nella crescita e nello sviluppo mentale del bambino.

L’ipotiroidismo giovanile, che si manifesta nei primi anni dello sviluppo, bloccando o rallentando la crescita del ragazzo, può comportare, tra gli altri rischi, la bassa statura del paziente.

Cura e farmaci

Tra i farmaci deputati alla cura dell’ipotiroidismo, il più efficace è sicuramente l’Eutirox.

Più che annoverarlo tra i medicinali veri e propri, in realtà non contiene un principio attivo nella sua composizione, possiamo considerarlo come appartenente alla famiglia degli integratori. Questo perché si tratta di un ormone tiroideo sintetico identico a quello naturale (disponibile nelle varianti Eutirox 50 e Eutirox 75) che aiuta la ghiandola a lavorare correttamente.

Ovviamente, anche se non è un medicinale in senso lato, la sua assunzione dev’essere sempre prescritta e consigliata da un medico.

Lo specialista, dopo aver analizzato il vostro quadro clinico, saprà indicarvi al meglio quando iniziare terapia e quando prendere Eutirox.

Alimentazione

Poiché l’ipotiroidismo, specie se acquisito, non è reversibile, salvo specifiche indicazioni mediche la terapia non va sospesa ma si protrae “a vita”.

Anche la scelta degli alimenti giusti ha una sua determinante valenza terapeutica, vediamo dunque qual è la dieta consigliata.

Quello della dieta per ipotiroidismo è un argomento controverso, intorno al quale gli specialisti non sempre si trovano d’accordo su cosa mangiare.

Quando si parla di quali alimenti evitare in caso di ipotiroidismo, quello del Dott. Mozzi Piero è uno dei nomi più ricorrenti anche nelle eventuali ricerche svolte in rete. La dieta del dottor Mozzi indica espressamente quali cibi evitare: zuccheri (con palesi benefici anche per la glicemia), amidi, cereali, glutine e latticini.

I cibi da preferire invece, e questo non solo a detta del dottor Mozzi, sono principalmente quelli ricci di omega 3 come il pesce, molluschi e alghe marine.

Nello specifico, anche se non sempre sono facili da reperire e non rientrano tra i nostri comuni consumi alimentari, sono particolarmente indicate: l’alga klamath, l’alga kombu, l’alga wakame e l’alghe kelp.

Via libera anche a frutta e verdura, che ben sopperiscono alla carenza di iodio.

Il ruolo di acqua e sale

Per la stessa ragione, se vi starete chiedendo quale acqua bere, il consiglio è preferire se possibile l’acqua filtrata, per eliminare eventuali residui chimici e il fluoro che disequilibrando il sistema endocrino.

Bere molto è essenziale per non incorrere in situazioni di ritenzione idrica, un principio che vale per tutti e, a maggior ragione, per chi soffre di disturbi alla tiroide.

Similmente, un altro interrogativo frequente è: quale sale usare? Anche qui non vi è uniformità di vedute. Alcuni medici consigliano l’utilizzo di sale iodato, altri invece lo bandiscono in quanto si tratta di un prodotto ottenuto artificialmente.

Tra i rimedi naturali, grande credito gode quello legato ai benefici mare. In realtà si tratta più di un effetto placebo, data la modesta quantità di iodio che viene inalata respirando l’aria di mare.

Altro

L’omeopatia può essere di aiuto? Ancora una volta, prima di affidarvi ad eventuali rimedi omeopatici vi suggeriamo di sentire il parere del vostro specialista di riferimento.

Concludiamo prevenendo una domanda ricorrente: l‘ipotiroidismo è annoverato tra le cause di invalidità civile, e da diritto alla fruizione di legge 104 e tutti gli altri benefici del caso?

La risposta è ni poiché la percentuale di invalidità riconosciuta è bassissima (intorno al 15-20%) l’unica cosa a cui si ha diritto è l’esenzione ipotiroidismo 056, per la prescrizione dei suddetti trattamenti terapeutici.

Costanza Gori