Cos’è la mononucleosi? Una domanda frequente nel campo della salute, che attanaglia soprattutto gli adolescenti (ma non solo loro).

Spesso intorno alla mononucleosi (o malattia del bacio) gravita una cattiva informazione. I più giovani tendono ad affrontare l’argomento con un certo panico, non sapendo se la mononucleosi sia pericolosa o addirittura mortale.

Proviamo dunque a far maggior chiarezza sulla malattia. Individueremo cause e sintomi, comprendendo se realmente la mononucleosi è contagiosa, e se sì quando si trasmette e come si cura.

Conoscerla infatti significa saperla riconoscere, e, eventualmente, fronteggiare. Si eviterà così di esclamare, qualora si dovesse appunto contrarre la mononucleosi: ho paura! Il tutto, ovviamente, senza farsi prendere dal panico, ma anche senza prendere i sintomi sottogamba.

Cos’è la mononucleosi?

La mononucleosi batterica è una malattia virale che si trasmette principalmente attraverso la saliva. Ecco perché, magari tra i più giovani, può registrarsi un eccessivo panico verso la mononucleosi: ho baciato il mio partner, e se ora mi ammalo?

È questo uno dei principali timori che manifestano gli adolescenti che, effettivamente, rientrano nelle casistiche dei soggetti maggiormente a rischio.

Tuttavia, lo approfondiremo, non sono anomali casi di mononucleosi negli adulti. Quando si verifica, la mononucleosi infantile spesso non viene invece neanche diagnosticata poiché principalmente si tratta di mononucleosi asintomatica.

Come si prende la mononucleosi

Non solo baci, del resto. Essendo la saliva il principale veicolo di trasmissione, quando ci si interroga su come si sia contratta la mononucleosi, una delle possibili cause del contagio può essere anche condividere bicchieri o posate con la persona malata, o ancora la vicinanza quando questi emette un colpo di tosse oppure uno starnuto.

La poca informazione e magari anche la giovane età nei pazienti, può portare a domande del tipo: la mononucleosi è grave?

La risposta, in linea di massima, è no, a patto che la si fronteggi nel migliore dei modi, naturalmente consultando in primis un medico. Altrimenti la mononucleosi non curata può comportare la comparsa di gravi conseguenze.

Il medico vi indicherà la cura corretta per guarire dalla mononucleosi: terapia farmacologica, riposo, e abbondante idratazione saranno i vostri tre principali alleati.

Bisogna però fare attenzione sia ad alcune potenziali complicazioni che possono registrarsi, sia al legame che esiste mononucleosi e altre patologie.

Le cause della mononucleosi

Abbiamo dunque definito la mononucleosi un virus che si trasmette mediante la saliva. Chiarito quindi come si trasmette, è tuttavia lecito chiedersi quali sono per il soggetto non contagiato, quindi quello che ha contratto per primo la mononucleosi, cause e motivazioni che hanno portato alla comparsa della mononucleosi virale.

Tra i principali bersagli della mononucleosi, linfociti B ed altre cellule organiche risultano essere gli elementi maggiormente esposti all’infezione.

Responsabile dell’infezione è il virus di Epstein-Barr, appartenente alla famiglia degli Herpes Virus quelli che, per intenderci, sono responsabili tra le altre di malattie note e comuni come la varicella ed il Fuoco di Sant’Antonio.

Per tale ragione esistono profonde analogie tra mononucleosi ed herpes zoster ed anche tra mononucleosi ed herpes simplex.

Effetti sulla pelle

Nei casi di mononucleosi lieve, con l’insorgere di eruzioni cutanee, si possono associare tra loro mononucleosi e prurito, ma anche mononucleosi e brufoli.

Quando si contrae la mononucleosi, fasi alterne e differenti della malattia possono portare in realtà ad eruzioni cutanee di gravità differente e variabile.

Così, ad esempio, il prurito da lieve può diventare sempre più fastidioso ed insopportabile. Ciò può portare a far confondere tra loro, a causa dell’azione del batterio streptococco b, mononucleosi e orticaria.

Talvolta può registrarsi, oltre alla comparsa di semplici brufoli anche quella di bolle o altre più violente eruzioni cutanee. Fino a giungere ai casi più violenti, quelli in cui si associano tra di loro mononucleosi ed herpes genitale.

In caso di rash cutaneo e fastidiosi strati pruriginosi, alla cura prescritta dal medico si può associare, sempre dietro indicazione dello specialista, una specifica terapia mirata per le lesioni cutanee gravi, come nel caso ad esempio in cui insorgono a causa della mononucleosi ulcere genitali. Questa terapia non punta a curare il virus ma a lenire i suoi sintomi.

Tale scelta terapeutica, che non è insolito venga adottata, determina e spiega il ben noto legame tra mononucleosi e cortisone.

Analogie con altre patologie

Se si ha difficoltà a capire se si è contratta la mononucleosi o l’infezione da streptococco, forum internet appositamente dedicati possono darvi delle prime informazioni di massima. Ovviamente sono linee generali che non devono mai sostituire il contatto diretto con il medico. Sarà compito infatti di uno specialista visitarvi per diagnosticare la natura reale della vostra infezione, e chiarirvi se si tratta di mononucleosi o streptococco.

A causa dell’analogia di molti sintomi talvolta il dubbio che può assalire e se si tratti di mononucleosi o linfoma. O ancora di mononucleosi o leucemia. Addirittura qualcuno può arrivare a chiedersi se ha contratto la mononucleosi o l’AIDS.

In realtà, se da un lato è una scelta responsabile associare alla mononucleosi prevenzione diagnostica e clinica, dall’altro però è errato e controproducente esagerare, facendosi assalire dall’ipocondria.

Vero è che mononucleosi e HIV, per esempio, al pari delle altre suddette patologie, possono presentare sintomi iniziali simili. Per tranquillizzarsi ed avere la certezza che si tratti solo (senza per questo sottovalutarne la gravità) di mononucleosi è necessario però eseguire test diagnostici mirati che aiuteranno a fugare tale dubbio.

Un esame specifico, chiamato monotest, permetterà di individuare la presenza di un’infezione di mononucleosi in corso segnalando la presenza di globuli bianchi atipici. Il test permette di evidenziare altresì, in caso di mononucleosi, monociti in quantità abnormi e più elevate dei normali standard contemplati.

Non solo affinità con l’herpes e problemi cutanei. Esistono, per riconoscere la mononucleosi, sintomi molteplici. Per tale ragione non esiste una risposta univoca alla domanda: come si manifesta la mononucleosi?

I sintomi principali

Andiamo dunque a vedere più dettagliatamente tutti gli altri sintomi che, oltretutto, ci consentiranno di riconoscere prontamente la mononucleosi quando é contagiosa.

Tra i sintomi che possono segnalare la presenza di infezione da mononucleosi, stanchezza e affaticamento sono spesso presenti. Per questo mononucleosi e sport sono tra di loro incompatibili. Anche per chi pratica una qualsiasi disciplina agonistica, non solo per gli amatori dunque, è d’obbligo sospendere qualsiasi attività. Durante il decorso della malattia è necessario concedersi riposo finché non si consegue dalla mononucleosi guarigione completa.

Il malessere generalizzato provocato dall’infezione fa sì che si associno spesso alla mononucleosi mal di gola, faringite e tosse secca. Insieme a febbre, talvolta persistente e con punte anche di 40 gradi.

Questo perché le tonsille sono un bersaglio particolarmente sensibile al virus, al punto tale che può verificarsi anche la formazione di una sostanza biancastra simile alle placche batteriche. L’antibiotico è allora sicuramente uno dei possibili rimedi farmacologici, sebbene prima di assumerlo sia opportuno accertarsi, previa diagnosi medica, che si è effettivamente in presenza di mononucleosi o tonsillite.

Anche nei casi in cui si registra la mononucleosi senza febbre, può verificarsi la comparsa di mal di testa. Elenchiamo inoltre altri sintomi frequenti in caso di mononucleosi: nausea, talvolta accompagnata da vomito e diarrea.

Significativa è anche la relazione che lega mononucleosi e linfonodi che, a causa dell’infezione virale, possono tendere ad ingrossarsi. Questo avviene di frequente in prossimità del collo e delle ascelle. Si può verificare anche, assieme alla mononucleosi, del gonfiore al viso.

Rischi e complicazioni

Abbiamo già anticipato come possano subentrare, a causa della mononucleosi, rischi gravi per il paziente.

Questo è vero soprattutto in caso di mononucleosi acuta, trascurata o non riconosciuta prontamente.

Ecco dunque che in tal caso può verificarsi la comparsa, a causa della mononucleosi, di milza ingrossata o problemi ad altre ghiandole o organi del corpo umano.

Non va preso sottogamba il possibile legame che può instaurarsi tra mononucleosi e transaminasi e che può determinare, tra le possibili complicazioni, l’insorgere di epatite b ed epatite c mononucleosi indotte.

La mononucleosi da citomegalovirus è invece un disturbo con sintomi molto simili alla mononucleosi infettiva, che colpisce soprattutto le donne incinte.

Mononucleosi e gravidanza

In tal caso è tassativo consultare immediatamente il proprio ginecologo.

Questo particolare tipo di virus può essere infatti portatore di gravi rischi se non lo si distingue prontamente e si confondono tra loro mononucleosi e citomegalovirus, pensando erroneamente che si tratti dello stesso tipo di infezione.

La risposta, invece, al quesito se la semplice mononucleosi è pericolosa in gravidanza è no. È stato accertato infatti che se si contrae la mononucleosi i rischi per il feto sono pressoché nulli.

Decorso e tempi di incubazione

Visti i sintomi più frequenti e le potenziali complicazioni più pericolose, è doveroso parlare anche del decorso temporale dell’infezione.

Lecito dunque domandarsi: la mononucleosi è contagiosa? Per quanto tempo? E ancora chiedersi: l’incubazione quanto dura?

Questi due aspetti sono direttamente correlati tra di loro. La mononucleosi è infatti contagiosa durante il periodo di incubazione. Generalmente il virus ha un periodo di incubazione che va dalle quattro alle otto settimane. Nei bambini (ad esempio nel caso di mononucleosi a 2 anni o di mononucleosi a 4 anni) il periodo di incubazione può essere più breve.

Come anticipato in precedenza, talvolta la manifestazione è talmente blanda da far sì che il virus non venga neanche diagnosticato. In tal caso si può parlare di mononucleosi latente.

Durata sintomi

Ad esempio, quando si contrae la mononucleosi il mal di gola quanto dura?

I sintomi febbrili ed appunto il mal di gola di solito scompaiono nel giro di un paio di settimane. L’affaticamento, il gonfiore dei linfonodi e della milza possono invece durare anche diverse settimane.

Negli adulti (mononucleosi a 30 anni o mononucleosi a 40 anni) tali manifestazioni possono rivelarsi particolarmente prolungate. Soprattutto nei casi di mononucleosi negli anziani i sintomi possono essere anche parecchio severi.

Tuttavia molti adulti hanno sviluppato, esposti al virus della mononucleosi, anticorpi specifici che li hanno resi immuni. In tal caso è legittima la convinzione molto diffusa che la mononucleosi si prende una volta sola. Se non si sono sviluppati gli anticorpi, per quanto non sia una casistica molto frequente, la mononucleosi può tornare. Si possono quindi avere casi di mononucleosi recidiva, anche a distanza di parecchi anni.

Costanza Gori