Il metabolismo basale o basal metabolic rate (indicato con la sigla MB o BMR) rappresenta la quantità di energia impiegata in condizioni di riposo e di totale rilassamento fisico e psichico, di neutralità termica, dal soggetto sveglio a digiuno da almeno 12 ore e in assenza di attività fisica nelle ore antecedenti la rilevazione di tale parametro.

In ambito medico e scientifico indica il minimo dispendio energetico necessario ad un individuo per mantenere le funzioni vitali e lo stato di veglia. Si può affermare, quindi, che il metabolismo basale è la somma di tutta l’energia che un organismo spende nell’arco delle 24 ore per svolgere le funzioni necessarie ad assicurarne la sopravvivenza, ossia le sue funzioni basali.

Le funzioni basali

Queste funzioni comprendono: respirare, mantenere il battito cardiaco, pompare il sangue nelle arterie, consentire la circolazione sanguigna e l’arrivo di ossigeno e nutrienti ai vari organi, produrre gli ormoni, gli enzimi e le altre molecole chiave per il corretto funzionamento dell’organismo (proteine, componenti del sistema immunitario, etc.), mantenere la temperatura corporea a 37°C (anche se la temperatura esterna è molto bassa o alta9, mantenere l’equilibrio idrosalino e acido-base, metabolizzare gli alimenti, etc. Questa energia l’organismo la consuma in ogni caso, anche se si è in stato vegetativo o immobili. È l’energia che l’organismo vivente spende per il solo fatto di esistere nel mondo.

Solitamente in individuo sano e sedentario il metabolismo basale rappresenta circa il 60-70% del dispendio energetico totale di quel soggetto, ossia dell’energia consumata mediamente ogni giorno. Dal dispendio energetico giornaliero della persona, si stabilisce poi il fabbisogno energetico, ossia le reali necessità energetiche in funzione di vari parametri. È normale dedurre che se non si fornisce quotidianamente almeno l’energia indicata dal metabolismo basale, l’organismo andrà ad utilizzare le proprie riserve adipose, fino al loro completo depauperamento.

Questo è quanto si verifica per le persone che vanno incontro a malnutrizione per difetto. Ma vediamo quali sono le caratteristiche del metabolismo basale. Solitamente gli uomini hanno un dispendio basale più alto delle donne di circa il 7%, perché gli uomini hanno un livello di massa muscolare più elevato rispetto alle donne. Il metabolismo è influenzato, infatti, dalla massa muscolare della persona: maggiore è il livello di massa muscolare maggiore è il valore di MB, che risulta così influenzato dall’attività fisica della persona. Il dispendio basale diminuisce con l’età, soprattutto per ogni decade di età a partire dai 30 anni, in particolare tra i 60 e i 90 anni si riduce di circa l’8% per ogni decade successiva.

Il BMR è fortemente influenzato da una serie di fattori: 

La temperatura corporea: in caso di rialzo anche di uno solo grado della temperatura della persona (solitamente 37°C), determina un aumento del metabolismo di circa il 13%. Quindi, se abbiamo la febbre, il nostro metabolismo aumenterà temporaneamente.

La temperatura esterna: se diminuisce la temperatura esterna, si avrà un aumento del BMR per poter meglio fronteggiare il freddo. Se la temperatura esterna aumenta, si verificherà l’effetto opposto.

Lo stato nutrizionale e il tipo di dieta seguito: uno stato di malnutrizione o una dieta fortemente ipocalorica finiscono per ridurre notevolmente i valori del dispendio basale, di circa il 20%. 
La massa magra dell’organismo, determinata dalla massa muscolare.

La genetica: vi è anche un componente genetica del determinare il dispendio basale.

I fattori ormonali: durante la fase di accrescimento dell’organismo il dispendio basale è più alto anche per effetto dell’ormone testosterone negli individui di sesso maschile. Gli ormoni tiroidei sono coinvolti nel regolare i livelli metabolici. In caso di ipertiroidismo (aumento della produzione degli ormoni tiroidei) il BMR aumenta. Diminuisce nella situazione opposta, ossia in caso di ipotiroidismo.

Lo stato di gravidanza e l’allattamento: il metabolismo aumenta durante la gestazione, soprattutto nell’ultimo trimestre. Alcuni studi indicano un aumento fino all’8% nel secondo trimetre e di circa il 14-22% nel terzo trimestre. In allattamento l’aumento è legato alla sintesi del latte destinato all’infante.

Lo stato di stress e di ansietà: lo stressa spesso determina l’aumento dei livelli di adrenalina, che, a sua volta, accelera il metabolismo.

Lo stile di vita: i sedentari hanno un dispendio basale più basso delle persone con uno stile di vita attivo.

L’utilizzo di farmaci: ad esempio i barbiturici e i sedativi diminuiscono i valori del BMR; al contrario le anfetamine, gli stimolanti e gli integratori termogenici lo aumentano.

Ma come si può valutare il metabolismo basale di un soggetto?

Esistono varie metodiche, suddivise in due grandi gruppi: dirette ed indirette

La metodica definita gold standard per la valutazione del metabolismo basale è la calorimetria diretta. Consiste nell’inserire il soggetto in una camera calorimetrica, isolata termicamente dall’esterno, per poter valutare nell’arco delle 24 ore il calore emanato dall’individuo per irraggiamento, convezione, conduzione ed evaporazione e verrà rilevato mediante uno scambiatore di calore raffreddato ad acqua.

Come si può ben intuire è molto costosa e poco praticabile nella normale prassi clinico-nutrizionale. Per questo è stata messa a punto la metodica della calorimetria indiretta, che si basa sul principio della termochimica respiratoria, ossia permette di valutare la spesa energetica a riposo attraverso la misurazione delle variazioni di concentrazione di ossigeno ed anidride carbonica nei gas respiratori.

Permette, inoltre, di calcolare l’ossidazione di carboidrati, proteine e grassi, detti anche substrati energetici. Per l’esecuzione della calorimetria indiretta si utilizzano delle canopy, ossia delle sacche a caschetto, oppure uno spirometro cui sono collegati gli analizzatori dei gas respiratori (ossigeno ed anidride carbonica). In questo caso l’esame dura circa 20-30 minuti e non è per nulla invasivo.

Tutte le altre metodiche sono prettamente indirette e prevedono l’utilizzo di formule scientifiche, tra cui la più famosa sono quelle di Harris e Benedict, che richiede informazioni sull’età, il sesso, il peso e l’altezza del soggetto. Queste formule forniscono una stima del metabolismo basale.

Altre equazioni sono quelle di Schofield, basate su tre parametri: sesso, peso corporeo e fascia di età. Da non dimenticare l’equazione di Grande e Keys, che fornisce una stima del metabolismo basale in relazione alla composizione corporea dell’individuo. Una metodica che consente la stima del metabolismo basale per derivazione, ossia a partire da altri parametri è la bioimpedenziometria, che valuta però l’acqua corporea totale, correlata alla massa magra e grassa dell’organismo e da qui per derivazione si può stimare il dispendio basale.

Maria Paola Zampella