Quasi tutte le donne si trovano a fare i conti con delle fastidiose perdite bianche: le ritrovano sulla biancheria intima o sulla carta igienica dopo essere andate in bagno. Nella maggior parte dei casi, si tratta di una condizione fisiologica, tipicamente femminile, ma non di rado possono nascondere rischi per la salute. Ecco quando non c’è da preoccuparsi e quando invece sarebbe opportuno informare il proprio ginecologo.

Perdite bianche: fisiologiche durante il ciclo

La definizione esatta per descrivere la comparsa di perdite bianche vaginali è leucorrea. Come detto, si tratta di un fenomeno piuttosto comune tra le donne, caratterizzato dalla fuoriuscita di una sostanza liquida e collosa dal colore biancastro: il muco cervicale.

La presenza di tali secrezioni è molto frequente durante il ciclo mestruale e possono palesarsi sia poco prima del flusso che durante il periodo ovulatorio. Solitamente assumono anche un colore trasparente e una consistenza appiccicosa.

L’organismo si difende

Le perdite bianche, quando si presentano come appena descritte non devono creare allarmismo nella donna. Si tratta infatti di una difesa che l’organismo femminile mette in atto per proteggere l’apparato genitale. Un vero e proprio scudo contro eventuali infezioni, insomma, che devono semmai tranquillizzare.

Il fenomeno è molto comune, con la stessa importante funzione, anche durante la gravidanza: proteggere l’utero da germi potenzialmente pericolosi.

Altre cause non preoccupanti

Proprio perché il compito delle perdite bianche è protettivo, può capitare che queste facciano la loro comparsa anche durante periodi particolarmente stressanti. Lo stress, infatti, contribuisce ad affaticare il corpo, che mette in campo tutte le azioni per difendersi, compresa la leucorrea.

La presenza di secrezioni vaginali, inoltre, si riscontra anche durante la menopausa, dovuta essenzialmente per la carenza di estrogeni.

Perdite bianche: quando parlarne con il ginecologo

A causare la comparsa di perdite bianche, non sono però solo fattori fisiologici. In alcuni casi, infatti, le fastidiose macchie sugli slip potrebbero essere legate ad altre cause, che richiedono l’intervento di un esperto.

In particolare, se le secrezioni sono particolarmente abbondanti, è consigliabile parlarne con il proprio ginecologo. La responsabilità del fenomeno potrebbe essere ricondotta alla cosiddetta piaghetta sul collo dell’utero. Non si tratta di una condizione preoccupante, ma una eventuale terapia potrebbe favorirne la cicatrizzazione riducendo così le perdite.

Campanello d’allarme per infezioni in corso

Le perdite bianche possono essere associate anche a eventuali infezioni che hanno colpito l’apparato genitale femminile.

In questi casi, possono essere accompagnate anche da cattivo odore, prurito, bruciore, arrossamento dei genitali. In presenza di questi sintomi – anche nell’eventualità che non compaiano tutti contemporaneamente – è doveroso contattare il proprio ginecologo.

Spesso basta una visita per diagnosticare l’eventuale infezione, ma il più delle volte viene suggerito anche un tampone vaginale, un esame semplicissimo e indolore che consente una diagnosi più precisa.

Le infezioni che causano perdite bianche

L’origine delle perdite vaginali può dunque essere anche di origine patologica e sono diversi i disturbi dell’apparato genitale femminile che si caratterizzano con secrezioni di vario genere.

Quando, ad esempio sono bianche, schiumose e maleodoranti potrebbero essere sintomo di una Vaginosi batterica. Di cattivo odore, ma non sempre bianche, sono anche quelle causate dalla candida, un fungo che causa, tra l’altro irritazione, bruciore e difficoltà a urinare. Sintomi simili anche quelli della clamidia, una delle infezioni sessualmente trasmissibili più comuni.

Tra altri disturbi che possono causare tali secrezioni vaginali anche la Gonorrea, l’Herpes vaginale e il Papilloma virus.

Le terapie indicate

Ma come vengono trattate e curate le perdite vaginali anomale? Una volta che il ginecologo avrà eseguito la diagnosi corretta, potrà procedere alla terapia più adatta al problema riscontrato.

Come sottolineano gli esperti dell’Humanitas, “i trattamenti atti a risolvere o lenire la condizione possono essere diversi e questi dipenderanno dalla patologia che è all’origine del disturbo”.

Gli antibiotici, ad esempio, si dimostrano efficaci nei casi di infezioni batteriche, mentre i farmaci antimicotici sono quelli più indicati nell’eventualità di infezioni da funghi.

Se sono, invece, presenti irritazioni vaginali – si legge ancora sul sito della struttura sanitaria – sarà necessario individuare e eliminare il problema che scatena l’irritazione (alcuni detergenti intimi o creme vaginali, ad esempio)”.

Prevenire è meglio che curare

Quando l’origine delle perdite bianche è di natura fisiologica, non si può fare molto per evitarne la comparsa, ma certamente ogni donna può agire per arginare il fenomeno infettivo.

La parola d’ordine è igiene intima. Lavarsi bene e con i prodotti giusti è fondamentale: bisogna scegliere detergenti che non alterino il pH della vagina e, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, è opportuno evitare lavaggi frequenti. Consigliabile anche qualche lavanda vaginale, di tanto in tanto, ma senza eccedere e, nel dubbio, chiedere al ginecologo.

Un ruolo non trascurabile per il benessere dell’apparato genitale femminile è rivestito anche dalla biancheria intima: l’ideale sarebbe quella in cotone e bianca.

Francesca Caiazzo