Il termine spotting deriva dall’inglese “to spot”, letteralmente assume il significato di macchiare. Viene utilizzato in campo medico e ginecologico per indicare delle perdite di sangue scuro provenienti dalla vagina. Le perdite possono essere di lieve entità o leggermente più abbondanti. Tale fenomeno, sebbene non indichi necessariamente una patologia seria in atto, non va mai sottovalutato. Lo spotting può verificarsi in varie occasioni, ad esempio nel periodo ovulatorio, a termine di un ciclo mestruale, in gravidanza, durante le prime settimane in cui avviane l’annidamento dell’ovocita, od anche nel periodo intermestruale sia che si faccia uso di contraccettivi ormonali che non. In ogni caso è opportuno identificare la causa che può dar vita alle perdite marroni e allo spotting, ed intervenire con terapie mirate. Per fare una divisione di base tra le cause che possono generare lo spotting, ricordiamo quelle di natura disfunzionale e quelle invece, di natura organica. Le prime sono legate alla funzione ormonale mentre le seconde, a patologie di varia tipologia ed entità.

Cause disfunzionali: stress e disturbi ormonali

Tra le cause più comuni troviamo quelle dovute ad alterazioni ormonali, spesso derivanti da stress o problemi soggettivi di corretta ed adeguata produzione ormonale. Per quel che concerne lo stress, potrà essere di grande aiuto cercare di condurre una vita più tranquilla. Gli squilibri ormonali effettivi, andranno identificati attraverso i dosaggi ormonali da eseguire previo prelievo prelievo ematico. Il medico ginecologo procederà a correggere eventuali disfunzioni presenti con terapie ormonali specifiche. Infine, anche chi fa uso di sostanze contraccettive come la pillola od il cerotto, può andar incontro a fenomeni di spotting, come si trova scritto nel bugiardino allegato nelle confezioni di tali farmaci. Sembra che circa il 10% delle donne che fanno uso di contraccettivi, può soffrire di perdite marroni e spotting, specie durante il primo trimestre di utilizzo, ciò per via dell’adattamento dell’organismo al nuovo dosaggio ormonale. I progestinici e gli estrogeni devono essere assunti nel dosaggio idoneo ad ogni singolo soggetto, qualora le perdite si protraggano anche oltre i tre mesi, è necessario rivolgersi al proprio medico ginecologo, in virtù del fatto che, molto spesso, il dosaggio ormonale può non essere indicato alle proprie esigenze fisiche e quindi andrà modificato. Anche errori di assunzione di farmaci ormonali contraccettivi possono far insorgere perdite ematiche, è bene assumerli con regolarità senza mai dimenticare di prendere la pillola o altro contraccettivo, evenienza che può dar luogo anche ad una gravidanza non desiderata.

Cause patologiche organiche scatenanti

Altre patologie che possono indurre lieve sanguinamento e spotting sono quelle che riguardano l’apparato ginecologico nel suo insieme e possono interessare uno più distretti (ovaie, utero, tube, etc).
La presenza di un polipo uterino, escrescenza peduncolare sessile di natura morbida, o di un vero e proprio fibroma, possono dar luogo a spotting anche serio. In ambo le situazioni, la rimozione del polipo o del fibroma attraverso intervento chirurgico, porteranno alla risoluzione del problema, mentre in alcuni casi si ricorrerà alla terapia ormonale.
Una patologia non molto frequente che da vita a spotting, dolore ed alterazione del ciclo mestruale, è l’endometriosi. L’endometriosi è caratterizzata dalla produzione in eccesso del tessuto endometriale e stroma di endometrio. L’endometrio che normalmente riveste l’utero, può andare ad invadere gli organi vicini. Le mestruazioni sono spesso dolorose, in alcuni casi possono insorgere complicanze, incluso spotting e perdite marroni. L’endometriosi è una malattia invalidante e dolorosa, non curata può indurre a sterilità.
Anche le cisti ovariche provocano alterazioni dell’apparato genitale femminile e posso provocare un sanguinamento intermestruale, cicli abbondanti e spotting con perdite di sangue sia marroni che rosse. Le cisti ovariche possono essere di natura ormonale, spesso con una componente genetica di ereditarietà, associate talvolta, ad intolleranze alimentari di vario genere. Le cisti possono rompersi dando luogo a peritoniti localizzate o torcersi provocando la necrosi dell’ovaio qualora non si intervenga tempestivamente. In questo caso le terapie da attuare per eliminare il problema delle cisti ed eventuale spotting sono quelle di tipo ormonale, anche se andrà operata una diagnosi differenziale che catalogherà il tipo di cisti e la loro natura.

Infezioni o patologie in atto determinanti spotting

Alcune infezioni se non preventivamente curate e lasciate degenerare, potranno dar luogo ad uno stato infiammatorio diffuso e far insorgere salpingiti, ovariti, e spotting. Si rende necessaria l’identificazione dell’agente in causa, solo in questo modo, si potranno attuare le cure mediche specifiche, ed il ginecologo potrà prescrivere terapie antibiotiche o antifungine.
Oltre alle infezioni, lo spotting può manifestarsi anche in seguito a fattori organici e disfunzionali di altra natura: ricordiamo le già citate cisti ovariche, le forme precancerose ed endometriosiche, ricordiamo anche l’ectopia del collo dell’utero, un principio precoce di menopausa o in premenopausa, polipi, vaginiti, disturbi alimentari quali bulimia o anoressia. Non sempre risaputo che il fare ricorso a diete drastiche per perdere peso, può dar luogo a disfunzioni metaboliche e spotting, altre cause comuni sono un aumento del colesterolo denominato ipercolesterolemia, il diabete, infine, oltre al già citato stress, fonte di questa e di molte altre patologie.
Tra le cause di natura meccanica ed organica, anche l’inserimento della spirale in maniera non adeguata o, l’adozione in alcuni soggetti predisposti, può dar luogo a fenomeni di spotting anche intensi. In tal caso il ginecologo potrà valutarne il reinserimento o l’asportazione, somministrando alla paziente un altro tipo di anticoncezionale.
Sebbene non sempre accada, anche il fumo e il consumo elevato di sigarette che comporta l’introduzione di alte percentuali giornaliere di nicotina può dar origine a perdite ematiche. Ridurre il consumo di sigarette può contribuire ad eliminare il problema.

Diagnosi e risoluzione

Per ovvi motivi, per eliminare il problema permanentemente, è necessario risalire alla fonte, ossia alla causa specifica che ha determinato l’insorgenza di perdite ematiche, anche se nella maggior parte delle pazienti, si tratta di una situazione sporadica e assolutamente innocua. A tale scopo il medico ginecologo sottoporrà la paziente ad una serie di esami atti a determinare le cause. Tra gli esami di routine ricordiamo quelli del sangue: l’emocromo, atto a monitorare la quantità di perdite ematiche ed eventuali anemie insorte; il test di coagulazione sanguigna, i dosaggi ormonali, ed i dosaggi tiroidei. Le disfunzioni tiroidee, possono essere imputabili a questo ed altri tipi di disturbi di varia entità. Utile un ecografia trans-vaginale atta a verificare la presenza di eventuali fibromi, cisti, polipi ed endometriosi. Necessario anche un pap test, associato ad una colposcopia, ad una biopsia del collo uterino ed infine, un ecografia pelvica di controllo.
La risoluzione del problema verterà sull’utilizzo di terapie specifiche mirate, da attuare una volta che il medico avrà rilevato, con gli opportuni esami citati, la causa che ha generato lo spotting. In questa, così come in molte altre patologie. La prevenzione costituisce sempre l’arma vincente, attraverso esami di routine è possibile identificare preventivamente patologie in atto, problematiche organiche e fisiche e situazioni predisponenti e, di conseguenza, sarà possibile agire tempestivamente.

Terapie naturali

Non si tratta di vere e proprie terapie ma bensì di un atteggiamento diverso nei confronti della vita. Va ricordato che, molte disfunzioni ormonali, sono causate da ansia e stress. Lo svolgere una buona attività fisica e scegliere di praticare uno o più sport, sia in palestra che all’aria aperta, può ridurre lo stato d’ansia e lo stress quotidiano, contribuendo a migliorare la situazione fisica di ogni individuo e la qualità di vita.
Alcune attività fisiche come lo yoga, la meditazione, le arti marziali, ma anche la danza, aiutano ad armonizzare corpo ed anima, rinforzando le difese immunitarie e riequilibrando l’organismo.

Ricordiamo alle lettrici, che in presenza di questo sintomo, è indispensabile rivolgersi al proprio ginecologo.

Redazione UnaDonnaSana