Finché il medico non ne richiede l’apposito esame, probabilmente quasi tutti ignorano cosa sia la sideremia. Così, quando si viene invitati a sottoporsi a questo specifico test del sangue, si cerca di capire cosa sia, perché si misura e per quale ragione il dottore ha prescritto proprio queste analisi.

Cos’è la sideremia

Partiamo subito dallo spiegare cos’è la sideremia. Il termine sta a indicare la concentrazione del cosiddetto ferro circolante presente nel siero, ovvero nella parte liquida del sangue.

In particolare, si tratta della quantità di ferro non legato all’emoglobina ma alla transferrina, una specifica proteina che ha il compito di trasportare in ferro nel sangue verso tutte le sedi in cui viene utilizzato o immagazzinato.

Il ruolo del ferro nell’organismo

Prima di entrare nel dettaglio della sideremia e capire perché si misura, risulta opportuno chiarire la funzione del ferro nell’organismo umano.

Introdotto con l’alimentazione, questo importante minerale, infatti, oltre ad essere legato alla transferrina che lo trasporta nel sangue, è legato anche all’emoglobina nei globuli rossi e alla ferritina nei depositi presenti nel fegato.

Il ruolo del ferro è fondamentale per l’organismo perché permette la produzione di emoglobina, la proteina che ha la funzione di trasportare l’ossigeno nel sangue dall’apparato respiratorio in tutto il corpo.

Quando si misura la sideremia

La misurazione della quantità di ferro circolante nel sangue non è un esame di routine, ma viene richiesto dal medico quando le analisi di primo livello mostrano qualcosa di anomalo.

In particolare, i due valori che suggeriscono di approfondire con uno specifico esame della sideremia vengono solitamente eseguiti nel cosiddetto emocromo e sono quelli relativi all’emoglobina e all’ematocrito. Quest’ultimo indica il rapporto esistente fra la parte liquida e quella corpuscolare nel sangue, ovvero, rispettivamente, fra plasma e globuli rossi.

Dunque, se dalle analisi risultano valori troppo alti o eccessivamente bassi di emoglobina ed ematocrito, quasi certamente il medico prescriverà di approfondire con un esame della sideremia.

Quando la sideremia è alta

Dall’emocromo, quindi, arrivano dei segnali che il professionista che ci ha cura di solito ben si guarda dall’ignorare. Sospettando una carenza o un’eccessiva presenza di ferro circolante nel sangue, il paziente sarà invitato a eseguire il test della sideremia.

Un alto livello di ferro circolante nell’organismo può avere diverse spiegazioni. Intanto, non è da escludere una predisposizione genetica dell’individuo stesso. Ma nella misurazione di questo valore si deve tener conto anche di eventuali trasfusioni di sangue ripetute eseguite nel paziente. Capita, inoltre, ma soprattutto nei bambini, che l’eccessiva presenza di ferro sia provocata dall’alimentazione.

Altre cause potrebbero essere ricercate nell’utilizzo della pillola contraccettiva e di preparati a base di estrogeni, nell’assunzione di integratori, bevande alcoliche e di alcuni farmaci come il metildopa e il cloramfenicolo. Ma l’ipersideremia può indicare anche un avvelenamento da piombo o essere associata disturbi del metabolismo o a carico di alcuni organi importanti come fegato, cuore e pancreas.

Quando la sideremia è bassa

La prima causa della carenza di ferro, invece, è solitamente legata all’alimentazione: l’individuo non assume abbastanza cibi contenenti questo prezioso minerale.

Non solo: ci sono diverse sostanze che possono essere responsabili della riduzione dei livelli di ferro. Tra queste, ricordiamo alcuni farmaci come la colchicina, la meticillina e la desferoxamina, ma gli ormoni ACTH e il testosterone. Se si lascia che l’organismo termini tutte le scorte di ferro presenti nei tessuti, il rischio maggiore è che insorga un’anemia da carenza da ferro.

Tale eventualità, porterà il medico a eseguire ulteriori controlli, sottoponendo il paziente ad altri esami come quelli relativi alla ferritina, che permette di misurare le riserve di ferro nell’organismo.

Inoltre, se il dosaggio della sideremia indica valori inferiori alla norma, alla base della carenza del ferro circolante potrebbero esserci anche eventuali emorragie, sanguinamenti occulti nell’apparato gastrointestinale o, nelle donne, un flusso mestruale particolarmente abbondante.

Come si esegue il test

Sottoporsi al test della sideremia è molto semplice. Per il dosaggio del ferro circolante nel sangue basta infatti un prelievo. Prima di eseguire le analisi, però, bisogna tenere conto di alcune importanti indicazioni per evitare di ottenere risultati distorti.

Innanzitutto, è importante che il test venga effettuato a digiuno, evitando di alimentarsi almeno per le precedenti 12 ore. È inoltre necessario sospendere, nelle 24 ore prima dell’esame, l’eventuale assunzione di integratori di ferro.

Va detto che la concentrazione del ferro circolante nel sangue non è uguale in tutti gli individui e può variare a seconda del sesso, dell’età, dello stato di salute individuale, ma anche in base al momento della giornata, con notevoli differenza nei valori tra mattina e sera.

Una volta ottenuti i risultati, eventualmente combinati con altre analisi, il medico avrà certamente un quadro più chiaro per individuare la causa del problema  e prescrivere le giuste cure e tarapie.

Francesca Caiazzo