Dormire per un giusto quantitativo di ore è indispensabile per uno stato di salute ottimale. Si stima che ogni soggetto passi un terzo della sua esistenza a dormire. Le esigenze di sonno variano in base allo stile di vita, alla predisposizione genetica e all’età. I bambini dormono molto, mentre gli anziani tendono a diminuire le ore di sonno con il passare del tempo.

L’insonnia

Questa precisazione serve a far capire che l’insonnia non è legata solamente alle ore di sonno, ma alla qualità del riposo. Si parla di insonnia o di disturbo del sonno quando si presenta un quadro che va oltre tre settimane continue in cui il soggetto non riesce a riposare adeguatamente la notte e, di conseguenza, di giorno incorre in fenomeni di sonnolenza, affaticamento, difficoltà di concentrazione e inappetenza. Nei casi più seri, l’insonnia grave può compromettere le normali attività quotidiane e lavorative, con un decremento della qualità di vita dell’individuo. Non esiste un solo tipo di insonnia. Questo disturbo può infatti essere classificato a seconda della durata del sonno, delle cause dirette e il tipo di manifestazioni.

Insonnia sporadica

Iniziamo a vedere la prima tipologia di insonnia, classificabile in base alla durata. Possiamo avere una insonnia sporadica, ovvero legata ad episodi isolati, correlati o meno con momenti stressanti o episodi che creano ansia. Una volta passato il disagio legato allo stress, l’insonnia tende a scomparire progressivamente.

Insonnia cronica

Se invece l’insonnia perdura oltre le tre settimane in maniera continuativa, si parla di insonnia cronica. L’insonnia può essere primaria o secondaria. Nel primo caso, non si evincono cause particolari riconducibili direttamente al disturbo, mentre nel secondo si ha una causa diretta ben identificabile. Il maggiore responsabile dell’insonnia resta lo stress. Ansia, preoccupazioni in ambito famigliare o lavorativo e malessere psicologico provocano nella maggior parte dei soggetti difficoltà ad addormentarsi e a mantenere un riposo notturno ottimale, sia per durata che intensità. Non di rado, questo stato si accompagna a un più o meno forte stato di depressione e malumore, disturbi  gastrointestinali e della sfera sessuale. Il sonno può essere compromesso anche da semplici fattori ambientali, come un luogo rumoroso, una stanza a noi estranea o una nuova casa alla quale non siamo ancora abituati. Infine, abbiamo l’insonnia provocata dal rapido cambio di fuso orario, che in genere si risolve nel giro di qualche giorno. Il ciclo del sonno è legato in maniera indissolubile all’alternarsi del buio e della luce, come dimostrano i ritmi circadiani che regolano il range sonno-veglia. In teoria, dovremmo addormentarci con il buio e svegliarci con la luce naturale del sole. Ecco perché soggetti che fanno un lavoro particolare come i turnisti o le guardie notturne tendono a soffrire maggiormente di insonnia. Vediamo ora come distinguere le tipologie di insonnia in base alle sue manifestazioni. Se si ha difficoltà a prendere sonno abbiamo una insonnia iniziale, mentre se si presentano bruschi e ripetuti risvegli notturni si parla di insonnia centrale. Infine, i soggetti che si svegliano eccessivamente presto al mattino senza riuscire a riaddormentarsi, soffrono di insonnia terminale. Generalmente, questo ultimo tipo di insonnia si associa ad un quadro depressivo.

Alimentazione e stile di vita contro l’insonnia

L’insonnia è un disturbo che, se non trattato adeguatamente, può provocare molto disagio a chi ne soffre. Fortunatamente, è possibile contrastarla e prevenirla con metodi naturali. Risulta essenziale mantenere uno stile di vita corretto, che darà enorme beneficio a tutto l’organismo. Per quanto riguarda il sonno, si dovrebbe mantenere una certa regolarità, ovvero andare a letto e svegliarsi sempre alla stessa ora. Le prime volte può risultare difficile, ma piano piano il corpo si abituerà ai ritmi regolari. Specie dopo cena, è bene non bere caffè, alcol e sostanze eccitanti, in quanto compromettono non di poco la qualità del sonno. L’alcol ha un finto effetto sedativo. Se in un primo momento sembra conciliare il sonno, provoca nelle ore successive un innalzamento della temperatura corporea che ne compromette la qualità. La stessa cosa vale per il consumo di tabacco. Attenzione anche alla dieta. A cena si dovrebbe consumare un pasto leggero, evitando i carboidrati, i grassi e gli insaccati. Meglio una minestra di riso e legumi abbinata ad un secondo a base di verdura. Nello stesso tempo, non si deve andare a letto con lo stomaco vuoto. Per eliminare il senso di fame, si può tranquillamente assumere uno yogurt magro o una piccola porzione di frutta di stagione. Un ottimo rimedio per favorire il sonno è un bagno caldo appena prima di coricarsi. Una regolare attività fisica aiuta a dormire bene, purché non fatta di sera. Infine, la stanza da letto va preparata adeguatamente. Non deve essere illuminata e nemmeno rumorosa, con una temperatura non superiore ai 20 gradi centigradi.

Sonniferi naturali

Se questi semplici accorgimenti non dovessero bastare, è utile ricorrere a dei sonniferi naturali, reperibili in erboristeria o in parafarmacia senza il bisogno di ricetta medica. Le piante officinali sono da sempre usate dagli uomini per curare l’insonnia, con risultati a dir poco eccellenti. Tra i sonniferi naturali più conosciuti troviamo la Valeriana officinalis, l’Eschshoilzia cali fornica e la Passiflora incarnata. Inoltre, anche la camomilla e il tiglio svolgono un’ottima azione calmante e favorente il riposo notturno. Queste erbe possono essere assunte tramite integratori alimentari, tisane, decotti o compresse. La quantità e la miscelazione variano in base all’entità dell’insonnia e alla propria reattività individuale. Questi sonniferi naturali agiscono su due fronti: alleviano gli stati di ansia e favoriscono un buon riposo. L’importante è scegliere estratti e preparazioni di qualità elevata, che garantiscano una percentuale di principio attivo adeguata. Sull’etichetta del prodotto dovranno essere riportate le modalità di estrazione e la certificazione delle erbe. Tali rimedi naturali possono essere utilizzati anche nei bambini, sempre dopo un consulto pediatrico obbligatorio. Anche se non hanno effetti collaterali negli adulti, è bene comunque informare il proprio medico, soprattutto se si hanno in corso altre patologie o si stanno assumendo farmaci. Le tisane o le compresse vanno assunte almeno un paio di ore prima di coricarsi, in modo che possano avere il tempo utile di fare effetto. Nel caso delle tisane, si possono aggiungere un po’ di limone e un cucchiaino di zucchero di canna, anche se l’ideale sarebbe assumere i preparati in forma pura.

Redazione UnaDonnaSana