Le vene varicose (note anche come varici) rappresentano un problema molto diffuso nell’universo femminile. Non si tratta solo di un problema puramente estetico, ma di una vera e propria patologia, nota come insufficienza venosa a carico degli arti inferiori. Sebbene le donne siano le più colpite, può verificarsi anche nei soggetti maschili.

Vene varicose, cosa sono 

Le vene varicose sono rappresentate dalla dilatazione irregolare e permanente di un tratto più o meno esteso delle vene, soprattutto a livello degli arti inferiori, in particolare a carico della gamba, partire dal polpaccio. Nel tempo il problema tende a peggiorare e le vene assumono un aspetto definito tortuoso. Ma perché si verifica questa dilatazione abnorme ed anomale dei vasi sanguigni? Può colpire altre parti del corpo?

Vene varicose, gli effetti

Le varici si sviluppano perché le valvole venose, dette valvole a nido di rondine, che hanno il ruolo di favorire il ritorno del sangue venoso al cuore, perdono la loro funzionalità. Come noto, le vene hanno il compito di riportare il sangue ricco di anidride carbonica, al cuore, dove poi partirà alla volta dei polmoni per essere riossigenato e ritornare al cuore, pronto a compiere un nuovo giro nell’organismo.

Il ritorno del sangue è reso difficile dalla continua pressione esercitata dalla forza di gravità, che lo spinge naturalmente verso il basso. Per ovviare a questo ostacolo, intervengono due importanti meccanismi.

Il primo è dato dall’azione di pompa dei muscoli scheletrici, che comprimono le vene in modo ritmico durante la deambulazione.

Il secondo è dato proprio dalla presenza delle valvole a nido di rondine, che si aprono solo verso l’alto (ossia verso il cuore), favorendo la risalita del sangue e impedendo al sangue di tornare nuovamente verso il basso. Quando si verifica una alterazione di questi meccanismi, si sviluppa il quadro patologico, per effetto del ristagno di sangue all’interno delle vene.

A sua volta il ristagno lesiona la parete venosa, causando perdita di tono ed elasticità; oltre a ridurre la funzionalità delle valvole, che diventano incontinenti. Il tutto rende ancora più gravosa la stasi di sangue, creando un vero e proprio circolo vizioso, da cui l’organismo fa fatica ad uscire. Le vene maggiormente colpite da questo problema sono, fortunatamente, le vene superficiali. Infatti, quelle profonde sono sempre sostenute e compressa dall’attività muscolare, altrimenti si rischierebbe di andare incontro a vere e proprie patologie cardiache.

Vene varicose, chi soffre di questa patologia

Il problema delle varici colpisce in prevalenza le donne, in particolare quelle che hanno superato i 40 anni. L’incidenza è quattro volte superiore rispetto agli uomini, per una serie di implicazioni ormonali. Gli estrogeni e i progestinici mostrano una azione idratante nei confronti del tessuto connettivo presente a livello delle pareti delle vene, rendendole però più deboli.

Anche la gravidanza può scatenare o peggiorare il problema, soprattutto in caso di predisposizione. Infatti, l’aumento di peso gravidico determina una compressione a livello delle vene iliache, con conseguente stasi venosa negli arti inferiori. Un altro fattore predisponente e/o peggiorativo dell’insufficienza venosa è sicuramente l’età avanzata. Il problema delle vene varicose, colpisce gli arti inferiori, rispetto a quelli superiori, in virtù della forza di gravità.

Le vene maggiormente colpite da questo problema sono la grande e la piccola safena. La grande safena è un vaso sottocutaneo che decorre lungo la parte mediale ed anteriore della gamba (parte interna e anteriore della gamba). La piccola safena decorre, invece, posteriormente.

Le possibili cause

Come più volte affermato, questa patologia è spesso di natura ereditaria. Infatti la familiarità rientra tra le cause principali di insorgenza di questa patologia, ma vi sono anche altre cause, tra cui:

–       Il sovrappeso e l’obesità.
–       La vita sedentaria e la postura sempre eretta, come accade in alcune professioni (negozianti, baristi, camerieri, parrucchieri, estetiste, infermieri, operatori socio-sanitari, etc.)
–       La presenza di problemi cardiaci.
–       Il consumo eccessivo di tabacco, alcool e caffè.
–       La stipsi ostinata.
–       La gravidanza, per effetto dei cambiamenti ormonali.

Chi ne soffre riferisce gonfiore, dolore, arrossamento, pesantezza, formicolio e crampi muscolari a livello delle gambe e delle caviglie, sensazione di freddo costante alle gambe, teleangectasie (ossi visibilità a livello cutaneo dei vasi) sulle gambe e le caviglie interessate da insufficienza venosa.

I fastidi si accentuano durante la stagione estiva o nei periodi dell’anno in cui le temperature sono più alte. Ma come possiamo prevenire il problema delle vene varicose? È possibile trattarlo con rimedi naturali?

Vene varicose, i rimedi

 Sicuramente adottare uno stile di vita sano ed attivo, aiuta a prevenire numerose patologie, tra cui proprio quella dell’insufficienza venosa. Se si è predisposti o se il problema è solo all’inizio, quindi in forma lieve, è ancora più importante adottare comportamenti corretti, per prevenire il peggioramento del problema.

Dal punto di vista alimentare è bene mantenere un peso adeguato alla propria età ed altezza, attraverso una alimentazione variata, ricca in fibre, antiossidanti naturali, vitamine (tra cui la vitamina C, indispensabile per la sintesi del collagene), minerali come il magnesio, che non trascuri l’assunzione di acidi grassi essenziali. Una alimentazione povera in sodio, grassi saturi e trans, carboidrati ad alto indice glicemico.

Quindi via libera a cereali integrali, verdura, frutta, legumi, frutta secca, pesce, carni magre, olio extravergine di oliva. Non deve mancare l’attività fisica, indispensabile per controllare il peso, per mantenere i muscoli allenati e per favorire un buon ritorno del sangue venoso.

Sono molto valide attività come la camminata a passo rapido, la corsa leggera, le attività di tipo aerobico, l’utilizzo della bicicletta e delle scale, il nuoto. Ogni attività che determini movimento è utilissima: bisogna evitare la sedentarietà. Si consiglia di evitare l’assunzione di alcolici, superalcolici e bevande zuccherate, nonché di eliminare il fumo di sigaretta o similari.

Evitare di indossare tacchi alti e abiti e pantaloni troppo aderenti: causano una compressione innaturale delle gambe e delle vene, riducendo al circolazione del sangue. Se il problema è in forma lieve o si praticano dei lavori in cui si è costretti a numerose ore di lavoro in stazione eretta, indossare calze elastiche a compressione graduata.

Queste calze stimolano la circolazione perché mostrano una maggiore aderenza intorno alla caviglia, per ridursi lungo la gamba e il polpaccio. Un altro utile accorgimento consiste nel sollevare le gambe, soprattutto di notte, usando dei cuscini o degli asciugamani arrotolati tipo salsicciotto. È bene anche evitare i bagni e le docce troppo caldi o l’esposizione prolungata al sole. Se le temperature esterne sono elevate, se possibile, immergere le gambe in acqua fredda o passare il doccione con acqua fredda sulle gambe.

Esistono anche dei rimedi di origine naturale per gestire al meglio il problema delle vene varicose. Possono essere assunti sotto forma di creme o integratori. Uno dei rimedi più noti è la vite rossa, conosciuta per la sua natura antiossidante, antinfiammatoria e tonica nei confronti dei vasi sanguigni.

Aiuta a contrastare la fragilità dei capillari e esercita una azione positiva non solo a livello delle gambe, ma anche in caso di couperose, emorroidi e cellulite. Da non usare in gravidanza ed allattamento, se non su indicazione del proprio medico. Altro rimedio molto conosciuto è l’ippocastano, che aiuta a rafforzare le pareti dei vasi venosi e migliora la funzionalità delle valvole a nido di rondine, riducendo la vasodilatazione, riducendo il gonfiore e stimolando la circolazione sanguigna.

Si utilizza sia come integratore per via orale sia sotto forma di creme e gel ad uso locale. Il principio attivo che rende così importante l’ippocastano è l’escina, in grado di migliorare la funzionalità della muscolatura liscia delle vene e di ridurre la loro permeabilità. Anche la centella mostra una azione flebotonica sulla parete venosa, stimolando la circolazione sanguigna.

Altro rimedio usato come crema o pomata è la calendula, che ha effetto rinfrescante ed astringente. Anche la crema di castagne in formulazione gel sembra avere una azione vaso-restringente, rinfrescante ed idratante, aiutando a ridurre la sensazione di formicolio a livello degli arti inferiori.

Non dimentichiamo il pungitopo, una pianta perenna comune nel territorio europeo, dal cui rizoma si ricavano due composti che agiscono come vasocostrittori in caso di flebopatia.

Maria Paola Zampella