Capita a tutti, nel corso della vita, di soffrire di improvvisi cali della voce. Questa alterazione può presentarsi in vari gradi, dalla raucedine fino all’afonia. La raucedine consiste nella difficoltà a produrre suoni: si tratta di un disturbo a carico delle corde vocali caratterizzato proprio da un’alterazione del tono e del timbro, che si fanno rispettivamente più basso e più aspro. L’afonia, invece, è la completa perdita della voce. Si tratta quindi di un anomalo cambiamento nella capacità di emettere suoni vocali e parlare normalmente. Come abbiamo detto, può manifestarsi con diversi livelli di gravità;  solitamente è associato a un’infiammazione delle alte vie respiratorie, senza presentare necessariamente altri disturbi, quali il mal di gola.

Cause del calo di voce

In generale, l’abbassamento della voce è legato a un processo patologico che coinvolge la laringe, sede delle nostre corde vocali. Nella maggior parte dei casi, quindi, le cause sono legati a stati infiammatori banali, come l’influenza, tracheiti, faringiti o laringiti: le corde vocali si infiammano, si gonfiano e, di conseguenza, la voce si abbassa.

Nel caso della raucedine, la voce si fa aspra e stridula, bassa e cavernosa o tremolante, oppure semplicemente assume un tono più alto o più basso. Tra le più comuni cause del calo di voce troviamo il fumo di sigaretta, la tosse cronica, uno sbalzo di temperatura, un uso eccessivo della voce (per esempio, dopo aver cantato a squarciagola o dopo aver urlato). Ma anche il reflusso gastroesofageo, le allergie, un pianto prolungato (soprattutto nei bambini), un’infiammazione o un’infezione delle corde vocali e l’inalazione di sostanze tossiche o irritanti.

Sintomi associati all’abbassamento di voce

Spesso, per i motivi elencati sopra, si può soffrire di un abbassamento di voce senza il manifestarsi del mal di gola. Ma altre volte, soprattutto se la causa dipende da un’infiammazione delle alte vie respiratorie, si può soffrire contemporaneamente di tosse, difficoltà a deglutire, mal di gola, congestione nasale.

Nei casi di infiammazione più acuta possono manifestarsi anche sintomi come il dolore localizzato a livello auricolare, linfonodi ingrossati, febbre, bruciore di stomaco, disturbi dell’equilibrio e della coordinazione. Se poi si avvertono sintomi ancora peggiori allora è necessario consultare un medico. Sentite uno specialista nel caso in cui sentiate dolore al torace. Ma anche se notate una perdita inspiegabile di peso o emissione di sangue dalle vie respiratorie, specie durante un colpo di tosse o un nodulo persistente alla gola.

I rimedi per l’abbassamento di voce

L’abbassamento della voce, se non accompagnato da altri sintomi come il mal di gola, si cura in maniera efficace lasciando le corde vocali al riposo. Bisogna quindi limitarsi a sussurrare, almeno fino a quando timbro e tono non saranno tornati alla normalità. Basta stare qualche giorno senza gridare, piangere o cantare. Molto utile è anche l’umidificatore, che facilita la respirazione. Essenziale, inoltre, bere molto: l’idratazione permette di mantenere umida la gola e di lubrificare le corde vocali, ma è bene evitare alcool e caffè che possono invece seccarla. Meglio evitare di tossire e di raschiare la gola, di fumare (il fumo irrita la gola) e di esporsi ad allergeni ambientali come polvere e sostanze irritanti. Se, al contrario, compaiono altri sintomi, quali il mal di gola, allora è necessario ricorrere a farmaci antinfiammatori per il mal di gola o a sedativi della tosse.

Malattie associate

Ai cambiamenti nella voce possono associarsi malattie più gravi. Per esempio, l’abbassamento può essere dovuto a lesioni precancerose o cancerose sulla laringe. I fumatori sono a maggior rischio cancro e anche il consumo eccessivo di alcol è stato valutato come fattore di rischio. In questo caso, però, dovrebbe manifestarsi anche il mal di gola e la sensazione di avere un nodo in gola, oltre a difficoltà respiratorie e a deglutire.

La raucedine può essere spia di una malattia autoimmune. La sindrome di Sjogren, per esempio, attacca le ghiandole che producono lacrime e saliva, causando secchezza della bocca e della gola. Altre condizioni autoimmuni che sono state collegate alla raucedine comprendono l’artrite reumatoide, ma anche altre patologie caratterizzate da astenia o stati di flogosi diffusa. Infine, le persone con il Parkinson spesso trovano la loro voce molto debole e difficile da ascoltare per gli altri.

Quando rivolgersi a un medico

La raucedine dovrebbe passare in pochi giorni, soprattutto in caso di semplici infiammazioni come l’influenza. Se invece non passa e in assenza di situazioni infiammatorie scatenanti, è bene rivolgersi a uno specialista. Potrebbe infatti trattarsi, per esempio, di forme benigne come noduli, polipi e verruche o in alcuni casi le disfonie potrebbero essere un preludio del tumore della laringe. Quindi se la voce si abbassa senza cause particolari, soprattutto per i fumatori è necessaria una visita dall’otorinolaringoiatria.

Sebbene, dunque, la raucedine non sia una condizione d’emergenza medica, è necessario chiedere un consulto quando si protrae per più di due o tre settimane nell’adulto, e per più di una nei bambini. E così pure se si avvertono difficoltà a deglutire e gravi disturbi respiratori; o se nel bimbo piccolo è associata ad una perdita di saliva e se ad esserne colpito è un neonato con meno di tre mesi.

I lavori ‘a rischio’

Alcuni lavoratori sono più a rischio di altri per quanto riguarda l’abbassamento della voce. Gli insegnanti, per esempio, rientrano tra questi. Secondo alcune statistiche e analisi, la categoria dei docenti è affetta da patologie vocali con un’incidenza che varia dall’11 all’81%, contro l’1-36% dei non insegnanti. I motivi sono facilmente comprensibili: i professori e i maestri usano la voce per un numero elevato di ore, spesso anche in maniera prolungata, e talvolta in ambienti rumorosi, polverosi e con aria troppo secca. A queste condizioni, si aggiunge poi lo stress psicologico.

Le insegnanti donne, inoltre, sono più soggette degli uomini a patologie collegate all’abbassamento della voce in quanto le corde vocali femminili sono più corte e meno in grado di smorzare le vibrazioni. Il consiglio per chi insegna è di mantenersi ben idratati e di ridurre il consumo di alcol e caffeina, oltre che eventualmente del fumo.

Francesca Ceriani